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Al direttore | 21 febbraio 2021, 08:08

Paolo Folco: "Quando un like aiuta a capire"

"Il solito 'Fascismo degli antifascisti' e come tutti i fascismi si combatte con valori liberali veri e non con gli 'Anti'"

Paolo Folco: "Quando un like aiuta a capire"

Riceviamo e pubblichiamo questa lettera inviata da Paolo Folco, consigliere comunale di Finale del gruppo Le Persone al Centro: 

"In questi giorni le ancelle della democrazia stanno divulgando sordidamente uno screenshot con un mio like su un post di un seguitissimo social. Nel tam tam dei figli del politically correct il like mi è valso l’etichetta di “consigliere fascista”.

Non ho visto il post perché rimosso ma è molto probabile che mi sia scappata la famosa ditata sul cellulare, 'scrollando' le pagine. A prescindere dalle intenzioni devo delle scuse all’amico a cui era indirizzato il post (non lo cito per sua privacy) anche se mi sarei aspettato almeno una telefonata.

Non sono comunque qui a giustificare un’azione che non sapevo neanche di aver commesso. Chi conosce la mia storia e le mie idee capirà al volo; gli altri sono liberi di continuare nella loro squallida campagna denigratoria. Più in generale, credo che sia ora di finirla con queste manovre da regime sovietico in cui il reo, da loro giudicato, viene isolato e giustiziato senza nemmeno dargli la possibilità di difendersi.

Processi sommari volti ad isolare ed infangare la persona, eseguiti da “Figli di Heichmann”, per dirla con Gunther Anders, che ubbidiscono al capo o ai loro discutibili principi, senza senso critico e manlevandosi da qualunque rigore morale.

Viscidi personaggi che di sicuro non hanno interiorizzato il messaggio di Solženicyn per cui la bontà sta nel cuore delle persone e non nelle ideologie, sempre divisive ed opprimenti per l’uomo. Per loro “Una questione privata” non è il miglior romanzo sulla resistenza italiana ma una missione personale contro chi reputano il nemico da abbattere, senza dubbi e tentennamenti. Anche solo per un “like” si infanga una persona perché così vuole il conformismo all’ideologia, la lotta.

Insomma è il solito “Fascismo degli antifascisti” e come tutti i fascismi si combatte con valori liberali veri e non con gli “Anti”; con la cultura, la pazienza ed un pizzico di ironia. E soprattutto con la coesione sociale e la solidarietà. In queste ore ne ho ricevuta molta, grazie a tutti!". 

Lettera firmata

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