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Curiosità | 01 marzo 2021, 12:43

Calice, dall'Europa all'Europa passando per l'Argentina: quando le radici non si perdono

Il legame tra l'ambasciatore argentino in Ungheria, Hernan Patiño Mayer, e il paesino dell'entroterra finalese riscoperto grazie al libro di Angelo Tortarolo

Calice, dall'Europa all'Europa passando per l'Argentina: quando le radici non si perdono

Dall'Europa all'Europa passando per l'Argentina. E' un vero e proprio ponte a doppio senso di marcia tra due mondi quello che un calicese appassionato di storia è riuscito a costruire con le sue ricerche.

Parliamo di Angelo Tortarolo, ex dipendente Piaggio ora in pensione ma storico per passione che per oltre vent'anni ha contribuito alla gestione dell'Archivio storico del comune di Finale e, oltre a gestire un sito dedicato al proprio lavoro di ricerca che dal 2010 raccoglie ogni anno un eccellente numero di visitatori dalle due sponde dell'oceano Atlantico (nel 2020 oltre 36 mila), ha al suo attivo diverse pubblicazioni "in solitaria e senza sovvenzione alcuna" sulla storia del paese. 

Grazie a questi scritti e al sito (CLICCA QUI), Angelo è riuscito addirittura a mettere in contatto tra di loro discendenti di calicesi e finalesi, e non solo, emigrati in Argentina e in Uruguay, dando addirittura lo slancio definitivo all'istituzione di un appuntamento che riunisce a Montevideo gli "uruguagi italiani".

"Da anni mi occupo di mettere ordine tra i ricordi, le memorie e i documenti d'archivio che riguardano la Storia del mio paese, quella con la S maiuscola - ci racconta Angelo - È noto a tutti che un tempo gli emigranti eravamo noi e molti Liguri partirono alla volta dell'America per far fortuna fin dagli inizi dell'800, con il massimo del movimento migratorio raggiunto tra il il 1850 e il 1870,  fondandovi delle vere e proprie 'colonie'"

Un legame stretto con la Madre Patria quello degli emigranti del 1800 e del secolo scorso, trasmesso di generazione in generazione fino anche, a volte, a perdere le radici nel cognome. Ma non nella memoria. E lo testimonia l'ultimo episodio capitato ad Angelo.

"Nel 2014, tramite il mio sito, fui contattato dalla signora Maria Rebeca Peña Bianco di Buenos Aires, discendente del dottor Giuseppe Cesio, emerito cittadino calicese, di cui avevo diffusamente parlato - racconta - Insieme ad altre notizie e foto sulla famiglia Cesio, mi inviò anche pagine di diario della nonna Esilda, scritto durante un suo viaggio in Europa. In tempi recenti, mi pregò di inviare un mio libro al nipote, discendente dei Cesio, che stava ricostruendo per i figli la storia della famiglia. Quando mi scrisse la mail a cui scrivere rimasi piacevolmente stupito: era quello dell'ambasciatore argentino in Ungheria, Hernan Patiño Mayer, che, a seguito dell'invio di un paio di libri da parte mia,  mi onora personalmente definendomi suo amico e tutti gli emigranti italiani che hanno 'contribuito alla crescita di una nazione solidale e aperta, condividendone il destino'".

"Ancora una volta mi arriva da lontano un riconoscimento inaspettato e scopro con orgoglio come il mio umile 'lavoro' abbia, per così dire,  lanciato un ponte tra due mondi e tra passato e presente" conclude Angelo.

Mattia Pastorino

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