/ Cronaca

Cronaca | 02 marzo 2021, 11:26

Peagna, quaranta giovani in sciopero della fame. La cooperativa: "Sediamoci attorno a un tavolo e parliamone"

Gli ospiti della struttura di accoglienza cerialese non hanno più accesso alle cucine. "Ci mandano una vaschetta di riso bianco e una latta di fagioli al giorno"

Peagna, quaranta giovani in sciopero della fame. La cooperativa: "Sediamoci attorno a un tavolo e parliamone"

Da quasi dieci giorni i quaranta migranti di molteplici etnie ospiti della struttura di accoglienza situata nella frazione cerialese di Peagna sono in sciopero della fame. I più “vecchi” (metaforicamente) sono presenti nei vani di Santa Maria Bel Fiore dal 2015, qualcuno dal 2016, per la maggior parte dal 2017. La rappresentanza più numerosa proviene dalla Nigeria, ma si trovano anche giovani provenienti dal Senegal, Gambia, Bangladesh, Ghana, Pakistan, Mali.

La notizia ci giunge dal Coordinamento Antifascista Savonese, che spesso si è occupato di collaborare con questi ragazzi, organizzando ad esempio delle lezioni di lingua italiana.

Ci spiegano dal Coordinamento Antifascista: "I quaranta ragazzi sono ospiti di una struttura alberghiera che dispone di una cucina professionale da 40 metri quadri e di una sala per la consumazione del cibo da 200 metri quadri. Spazi vasti che consentivano loro di evitare ogni forma di assembramento nella preparazione dei loro pasti. Ora, invece, è stato negato loro l'accesso alle cucine con motivazioni che noi del coordinamento non riteniamo plausibili".

Proseguono nella spiegazione dal Coordinamento Antifascista: "Intanto è stata eliminata loro la colazione e non capiamo perché. Poi arriva loro un unico pasto giornaliero al mattino che devono farsi bastare per pranzo e cena. Inoltre non avendo accesso alle cucine non è possibile alcuna modalità di conservazione. Nei giorni scorsi abbiamo avuto delle temperature miti, quando arriveranno i primi caldi primaverili, come si conserverà quest'unico pasto dal mattino alla sera senza accesso a un frigo? 

Inoltre sono passati dalla gestione della cucina ad avere a disposizione due soli microonde (poi scesi a uno) per scaldare i pasti. Questo sì che genera assembramento, perché si formano code lunghissime. Da oltre 4 mesi gli ospiti della struttura hanno ravvisato una graduale e drastica riduzione dei pasti, con la soppressione graduale anche del pane e della frutta e con ritardi nella consegna del pocket money, indispensabile per le piccole spese di coloro che sono in cerca di occupazione. Inoltre talvolta devono acquistare di tasca loro coperte e lenzuola e spesso non viene fornito, all'arrivo, nemmeno il kit di accoglienza che comprende prodotti igienici di immediata necessità, come bagnoschiuma, shampoo, spazzolino e dentifricio".

Spiegano dal Coordinamento Antifascista Savonese: "Siamo seriamente preoccupati per la salute di questi ragazzi. Molti di loro lavorano in campagna e percorrono decine di chilometri in bicicletta con tante ore di fatica sulle spalle e senza niente nello stomaco".

Noi di Savonanews abbiamo presenziato a una vera e propria “tavola rotonda” in struttura (gli ampi vani ci hanno concesso di rispettare il massimo distanziamento, indossando tutti la mascherina). Erano presenti un portavoce per ciascuna etnia, una rappresentanza del Coordinamento Antifascista e alcuni esponenti di Cooperarci, nella figura di un delegato appositamente giunto da Savona e tre operatori della struttura.

I ragazzi ospiti del centro ci hanno mostrato una vaschetta di riso bianco, una latta di fagioli e una di tonno, spiegandoci che questo è il razionamento che ricevono quotidianamente e che, attraverso lo sciopero della fame, si stanno rifiutando di mangiare. I giovani ci parlano anche di altri disagi: come il mancato accesso a cure mediche e odontoiatriche (un ragazzo ci mostra la gengiva dopo essersi estratto un dente da solo per il dolore insopportabile), i malfunzionamenti alle docce (ci spiegano in inverno di scaldare l’acqua per lavarsi – quando hanno accesso alle cucine - o, in alternativa, di fare la doccia fredda) e il fatto che talvolta siano costretti a ricorrere al loro pocket money (75 euro mensili complessivi su card prepagata) per comprare beni di prima necessità, come abbigliamento, scarpe, ricariche telefoniche e accessori per la camera. Infine i ragazzi denunciano di essere stati apostrofati in tono minaccioso: “Qui sei ospite, se non ti va bene così te ne vai”.

Commentano da Cooperarci: “Chiariamo subito che noi siamo pronti a rispondere per quanto riguarda la nostra gestione, quindi non su problematiche di gestioni pregresse né paragoni con altre strutture gestite diversamente sul territorio. Per quanto riguarda il cibo non si tratta di una scelta nostra ma di una normativa della Prefettura presentata il 1° gennaio 2021 che prevede, nei centri collettivi (quindi non dotati di singoli appartamenti ma di vani comuni) il divieto di utilizzo della cucina, che deve essere sostituito da un catering esterno o, in alternativa, dalla presenza di uno o più cuochi in base al numero degli ospiti. I ragazzi non possono cucinarsi il cibo come avveniva prima e non può essere erogato denaro perché ciò avvenga. Noi però siamo disposti a sederci attorno a un tavolo, dapprima con i ragazzi e poi con le autorità preposte, per stabilire un menù che sia ritenuto accettabile dalle varie etnie”.

Proseguono da Cooperarci: “Non vogliamo certo dire che sia tutto rose e fiori, le criticità esistono, ma siamo disposti a risponderne a patto che ciò avvenga sulla base di un dialogo non inquisitorio, basato sul reciproco rispetto e la reciproca fiducia. Da parte nostra possiamo dire che non abbiamo mai fatto mancare le cure mediche ai ragazzi, ricorrendo anche al Pronto Soccorso se necessario. Ogni ragazzo ha una cartella clinica che lo accompagna, sempre aggiornata. Ricordiamoci che siamo in tempo di Covid e le disponibilità ospedaliere sono limitate. Per alcuni interventi legati al Servizio Sanitario Nazionale ci è stato risposto che il primo spazio utile sarebbe stato ad aprile a Rapallo. Ci siamo anche sincerati della presenza di strutture private convenzionate sui comprensori da Albenga a Finale Ligure: ci è stato risposto che solo una prima visita è gratuita ma eventuali altri servizi sono a pagamento. Per il funzionamento dei servizi igienici abbiamo il rapporto di una azienda specializzata che effettua le manutenzioni con cadenza settimanale. Per i beni di prima necessità abbiamo un registro delle erogazioni che ad ogni consegna di materiale, qualsiasi esso sia, viene firmato dall’operatore in servizio in quel momento e controfirmato dal giovane ricevente. E infine rifiutiamo qualsiasi accusa di atteggiamento razzista o frase in tono repressivo o minaccioso da parte dei nostri operatori, facciamo tutti questo lavoro da anni e questi sentimenti ci sono estranei. Come abbiamo già detto: non è un lavoro rose e fiori e può succedere che i toni della conversazione si animino, ma questo avviene da ambo le parti”.

I ragazzi hanno prodotto una lettera con le loro esigenze, firmata da tutti gli ospiti della struttura. “Siamo assolutamente unanimi e compatti nelle nostre richieste”, ci spiegano.

E conclude il Coordinamento Antifascista: “Il problema dei pasti, emerso adesso, è solo una punta d’iceberg di una vicenda che evidentemente ha troppi aspetti pregressi che meritano chiarezza. E non crediamo che i ragazzi avrebbero attivato misure estreme come uno sciopero della fame o la richiesta di incontro con un giornalista in modo superficiale, se non ci fosse del vero malessere. Abbiamo raccolto la lista delle loro richieste e l’abbiamo consegnata all’avvocato Alessandra Ballerini. Chiederemo in tempi brevi un incontro con il Prefetto di Savona, con il sindaco di Ceriale e con il neo-insediato Comandante della stazione dei Carabinieri per accertarci che si ponga fine a ogni eventuale situazione di disagio, che riguardi il cibo, il vestiario, le cure mediche o qualsiasi altra cosa”.


A. Sg.

Google News Ricevi le nostre ultime notizie da Google News SEGUICI

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium