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Cronaca | 01 aprile 2021, 13:03

Non esiste solo il Covid, il dramma di una donna: "In attesa fino al 16 luglio per un intervento che potrebbe salvarmi la vita"

Tre ernie dolorosissime sulla colonna vertebrale stanno affaticando il cuore della donna, che fa fatica anche a mangiare, a dormire e a muoversi

Non esiste solo il Covid, il dramma di una donna: "In attesa fino al 16 luglio per un intervento che potrebbe salvarmi la vita"

Da un anno a questa parte il Covid-19 sta assorbendo non solo la piena attenzione dei mezzi di informazione, ma anche tutte le energie di una sanità ligure che ha messo in campo le strutture, le tecnologie, il personale, le competenze per fronteggiare nel modo migliore qualcosa di unico e senza precedenti a livello mondiale.

È altrettanto innegabile, però, che questo stia penalizzando chi lotta, giorno per giorno, con patologie altrettanto gravi, seppur del tutto diverse.

Vi raccontiamo oggi il caso di una donna residente nel comprensorio albenganese. Ovviamente per il pieno rispetto della sua privacy eviteremo di riportare il nome, l’età e l’esatto luogo di residenza.

Questa persona sta lottando da tempo con tre ernie nella zona cervicale che si stanno rivelando del tutto invalidanti.

Dopo aver percorso tutte le strade possibili per uscire da questa sofferenza, l’ultima opportunità per la donna sarebbe quella di sottoporsi a una visita ospedaliera funzionale al ricovero e, quindi, all’operazione di asportazione delle ernie. Prescritta la visita in regime di somma urgenza, le è stata fissata per il 16 luglio. Una data troppo lontana per permetterle di sopportare ancora tutto questo dolore. Al tempo stesso, il medesimo tipo di visita in sanità privata, avrebbe costi economici al momento insostenibili per la donna (e comporterebbe anche una trasferta a Imperia).

Ci racconta la protagonista della vicenda: “Da tempo ormai sto lottando con questo dolore atroce che mi colpisce dalla testa alla schiena in modo continuativo, arrivando a rendere impossibile anche il più piccolo movimento. Sono ormai settimane intere che non dormo e questo si riflette ulteriormente sulle mie condizioni psicofisiche, inoltre devo portare un collare che mi rende difficile la respirazione e la deglutizione”.

Prosegue ancora la donna: “Il mio medico di medicina generale ha rispettato tutte le procedure: mi ha fatto completare più cicli di analisi per inquadrare la situazione, mi ha prescritto ulteriori visite mirate, facendomi vedere da sei specialisti differenti e mi ha prescritto anche delle infiltrazioni peridurali antalgiche, la frontiera più drastica della terapia del dolore. Purtroppo, però, l’ultima di esse mi ha portato delle reazioni collaterali impreviste per cui non posso più avere neanche questo minimo sollievo”.

Conclude la nostra interlocutrice chiedendo, nei limiti del possibile, una accelerazione delle pratiche sanitarie per anticipare quella data del 16 luglio: “Non riesco più a dormire, non riesco a mangiare, faccio fatica a respirare e a muovermi. Questa serie di sforzi e di sofferenze mi sta portando anche a un grave affaticamento cardiaco, per cui non ho più la certezza di arrivare viva a una data che in questo momento mi sembra un miraggio sfocato e irraggiungibile come il 16 luglio”.

A. Sg.

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