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Economia | 01 aprile 2021, 18:20

Export cibo italiano in crescita, Coldiretti: "Strategici progetti sull'agroalimentare"

"Per sostenere economia dei territori e occupazione, fondamentale investire sull’agricoltura e pesca, oltre a scegliere sempre il vero Made in Liguria"

Export cibo italiano in crescita, Coldiretti: "Strategici progetti sull'agroalimentare"

Con le esportazioni agroalimentari italiane che per la prima volta nella storia recente superano le importazioni, ci sono le condizioni per far crescere il Made in Italy e ridurre la dipendenza dall’estero, da dove arriva ancora un prodotto agroalimentare su quattro consumato sulle tavole degli italiani. E’ quanto emerge dall’analisi della Coldiretti su dati Istat in occasione del Summit con il Governo “Recovery ‘Food’, l’Italia riparte dal cibo” organizzato da Coldiretti con Filiera Italia a Palazzo Rospigliosi a Roma. 

Le esportazioni agroalimentari nel 2020 hanno raggiunto il valore record di 46,1 miliardi con un aumento dell’1,7% rispetto all’anno precedente che ha consentito lo storico sorpasso sulle importazioni che sono invece scese a 43 miliardi.  “L’Italia può contare su un tesoro da primato mondiale – affermano il Presidente di Coldiretti Liguria Gianluca Boeri e il Delegato Confederale Bruno Rivarossa - ma per difendere la sovranità alimentare e ridurre la dipendenza dall’estero deve considerare il settore agroalimentare come vera e propria risorsa strategica, al pari di telecomunicazioni ed energia. Fondamentale sarebbe in primis tagliare la burocrazia che frena le imprese, sia agricole sia ittiche dei territori, e investire su progetti di ampio respiro in grado di portare il Paese fuori dalla pandemia.

"Per sostenere la ripartenza dell’Italia dopo l’emergenza Covid con il Recovery Plan sono strategici i progetti sull’agroalimentare Made in Italy presentati da Coldiretti in grado di creare un milione di posti di lavoro green entro i prossimi 10 anni, investendo, per esempio, su digitalizzazione delle campagne, innovazione tecnologica, foreste urbane per mitigare l’inquinamento e smog in città, invasi nelle aree interne per risparmiare l’acqua, chimica verde e bioenergie per contrastare i cambiamenti climatici ed interventi specifici nei settori. - concludono - Per sostenere ancora di più poi le eccellenze dei territori sui mercati esteri, è importante superare sistemi di etichettatura fuorvianti come il nutriscore francese e quella a semaforo adottata in Gran Bretagna che influenzano il consumatore a scegliere prodotti con ingredienti di sintesi e a basso costo spacciandoli per più salutari, escludere paradossalmente dalla dieta alimenti sani e naturali che da secoli sono presenti sulle tavole come il nostro olio extravergine di oliva".

Comunicato Stampa

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