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Attualità | 03 aprile 2021, 10:00

Due case cantoniere, ma anche ex caserme, ville e parchi: parte ufficialmente il "piano alienazioni della provincia"

Dallo Scravaion di Castelvecchio agli Alzabecchi di Toirano; e poi ancora Villa Varaldo, con parco e casa dei custodi, la caserma Carmana e la ex sede della Guardia di Finanza a Varazze

Due case cantoniere, ma anche ex caserme, ville e parchi: parte ufficialmente il "piano alienazioni della provincia"

L’ex casa cantoniera sul colle dello Scravaion, ancora nel Comune di Castelvecchio di Rocca Barbena, per un importo a base d’asta di 55mila euro; un’altra casa cantoniera in disuso, quella nella località degli Alzabecchi di Toirano, per 40mila euro (base d’asta); e poi ci spostiamo a Savona, con la caserma Carmana, pronta a essere battuta a partire da 930mila euro, il parco Villa Varaldo con lo stabile in esso contenuto, il luogo più “salato” del lotto, con i suoi 2 milioni e mezzo di euro di base d’asta e ancora nel parco Varaldo la palazzina dei custodi, a partire da 200mila euro; e si conclude con Varazze e la sua palazzina che ospitava l’ex caserma delle “Fiamme Gialle”, per una base d’asta di 315mila euro.

Questi i sei lotti e relativi prezzi di partenza messi all’asta dalla Provincia di Savona con atto datato 1° aprile scorso. No, non è un “pesce”, nel caso in cui qualcuno stesse già facendo allusioni sulla data. Ricordiamo, infatti, che il piano provinciale delle alienazioni per il 2021 era già stato presentato in via ufficiale a gennaio (leggi QUI).

Rispetto a quanto annunciato in quella data (si sapevano anche già le cifre delle basi d’asta), desta solo un po’ di sorpresa non vedere ancora presenti nel novero dei lotti la palazzina vicino all’ex stazione ferroviaria in via Trilussa a Savona e Villa Gavotti a Legino (leggi QUI). A questo punto è legittimo ipotizzare che i dettagli della vendita all’incanto per queste due proprietà verranno rilasciati in un secondo programma di alienazioni.

Il consiglio provinciale ha deliberato il “via” alla procedura con voto durante la seduta del 23 marzo scorso. È inoltre interessante notare che per quanto riguarda la Caserma Carmana e tutto ciò che concerne l’area del Parco Varaldo, ci sono anche vincoli ben precisi da parte del Ministero dei Beni Culturali. A tal proposito, nel testo redatto dalla Provincia si legge:

- il lotto n. 3 “Caserma Carmana” con D.D.R. dell'11/6/07 del Ministero per i Beni e le Attività Culturali della Liguria è stato sottoposto a tutela ai sensi del D.Lgs. 42/2004 e con nota prot. n. 3030 dell'8/10/07 il Ministero per i Beni e le Attività Culturali della Liguria ha autorizzato l'alienazione dell'immobile con le seguenti prescrizioni: 1. sia conservato e restaurato il corpo di fabbrica che si sviluppa lungo la via Famagosta, caratterizzato dal basamento e dal doppio ordine di logge ad arco ribassato, chiuso da torrette ed elegantemente decorato; analogamente andranno conservati e restaurati i prospetti dell'ex caserma, le terrazze ed il giardino con i suoi alberi d'alto fusto; 2. sono consentite destinazione d'uso quali: servizi, strutture turistiche, commerciali o residenziali a condizione che tali usi siano in grado di garantire la conservazione dell'impianto tipologico e distributivo degli edifici e la scansione delle bucature dei prospetti;

- per il lotto n. 5 “Villa Varaldo”, con nota prot. 5691 17/9/15, il Ministero per i Beni e le Attività Culturali della Liguria ha comunicato che l’immobile non presenta i requisiti di interesse ai sensi del D.Lgs. 42/2004 ma ha tuttavia segnalato una cautela: 1. vista la valenza urbana ed ambientale rivestita dal parco, si segnala al Comune di Savona la necessità di apporre sul compendio forme alternative di tutela per mezzo di adeguati strumenti urbanistici.

- per il lotto n. 6 “Palazzina ex casa custode c/o Parco Varaldo”, con nota prot. 5691 del 17/9/15, il Ministero per i Beni e le Attività Culturali della Liguria ha comunicato che l’immobile non presenta i requisiti di interesse ai sensi del D.Lgs. 42/2004 ma ha tuttavia segnalato una cautela: 1. si segnala sul bene la presenza di elementi lapidei di pregio, presumibilmente di reimpiego, per i quali si ricorda l'articolo 50 comma 1 del D.lgs. 42/2004 che recita: E' vietato, senza l'autorizzazione del soprintendente, disporre ed eseguire il distacco di affreschi, stemmi, graffiti, lapidi, iscrizioni, tabernacoli ed altri elementi decorativi di edifici esposti o non alla pubblica vista: infine, vista la valenza urbana ed ambientale rivestita dal parco, si segnala al Comune di la necessità di apporre sul compendio forme alternative di tutela per mezzo di adeguati strumenti urbanistici.

Per chi fosse interessato, il documento sul programma di alienazione sarà pubblicato sul sito della Provincia fino al 17 aprile.

Redazione

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