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Politica | 07 aprile 2021, 17:45

Nuovo carcere nel savonese, il Partito Radicale: "Venga realizzato a Savona e non in Val Bormida"

Deborah Cianfanelli, Stefano Petrella e Angelo Chiavarini sostengono l'interrogazione dell'onorevole Giachetti, che chiede di riprendere in esame la possibilità di realizzare la nuova struttura a Savona o sulla fascia costiera

Nuovo carcere nel savonese, il Partito Radicale: "Venga realizzato a Savona e non in Val Bormida"

"L’onorevole Roberto Giachetti ha presentato nei giorni scorsi una interrogazione al Ministero del Giustizia per chiedere chiarimenti in merito alla vicenda della nuova Casa Circondariale di Savona, alle caratteristiche che il nuovo edificio dovrebbe avere e alla scelta dell’area, chiedendo di riprendere in esame la possibilità di realizzarlo a Savona o sulla fascia costiera. Già alla fine degli anni ’70 il Ministero aveva proposto la chiusura del Sant’Agostino, ma la richiesta al Comune di Savona di individuare un’area idonea alla realizzazione di un nuovo istituto è rimasta da allora ad oggi inevasa. Più volte è stata individuata, ma per decenni la politica savonese ha preferito assumersi la responsabilità di mantenere in esercizio una struttura in condizioni vergognose, scartare le aree migliori, non individuarne altre e rimuovere il problema". Si apre così la nota stampa firmata da Deborah Cianfanelli, Stefano Petrella e Angelo Chiavarini (membri del consiglio generale del Partito Radicale Nonviolento Transnazionale Transpartito).

"Nel 2016 il Ministero aveva chiesto di valutarne alcune a Savona, Albisola e Albenga e nello scorso mese di dicembre in risposta ad una interrogazione dell’onorevole Sara Foscolo ha segnalato come idonea e adeguata quella delle ex-officine Rialzo alle spalle del Tribunale di Savona - proseguoni i firmatari della nota - Il tavolo tecnico ha ritenuto di escluderle e di valutare la sola possibilità che possa essere realizzato in Val Bormida e a febbraio si sono svolti sopralluoghi a Cairo Montenotte e Cengio, tra i siti molto azzardatamente è inclusa l’area 2 dell’ex-Acna, la cui tormentata bonifica ha lasciato ancora al proprio posto milioni di metri cubi di rifiuti tossici pericolosi e di cui nessuno fino ad oggi aveva proposto un utilizzo non industriale".

"In base a quanto dichiarato con insistenza dall’onorevole Franco Vazio e in coerenza con le linee guida del Ministro Cartabia, la nuova struttura dovrà avere caratteristiche di istituto aperto e trattamentale, con ampi spazi destinati all’attività lavorativa e rieducativa, nonché possibilità di accesso al lavoro esterno, e proprio per questo viene proposto di realizzarlo in Val Bormida dove c’è maggiore disponibilità di spazio. Condividiamo questo, ma ci chiediamo se la Val Bormida sia davvero la zona più adatta per realizzare una struttura di questo tipo, per la maggior difficoltà a portarvi attività lavorativa, perché rischia di essere più difficile il coinvolgimento di associazioni e volontariato, per la lontananza evidente dai servizi e dalla città. Vale la pena di chiederselo in particolare rispetto alla situazione ligure dove lavoro e attività interna scarseggiano nella maggior parte degli istituti e dove il meno fornito di queste opportunità è la Casa di Reclusione di Sanremo Valle Armea, realizzata secondo criteri simili in località isolata e distante dall’abitato, che ospita 240 detenuti in buona parte definitivi e condannati a pene anche di lunga durata, dispone di ampi spazi, ma offre solo 4 posti di lavoro e ben poco altro, mentre il più vivibile è la Casa Circondariale di Chiavari ubicata in pieno centro, mantenuta a capienza (con soli 60 detenuti) e capace di offrire a molti dei suoi ospiti la possibilità di un lavoro esterno".

"Probabilmente occorre aver chiaro se l’intenzione è quella di realizzare una struttura che serva unicamente ad ospitare i detenuti in esubero di altri istituti di Liguria e Piemonte (del tutto simile a molte altre) o ci si debba orientare verso 'il superamento del carcere come unica risposta al reato' e la 'valorizzazione delle alternative al carcere come pene principali' e investire su progetti che riguardino il lavoro e il reinserimento sociale in tutte le carceri della nostra regione. Come militanti del Partito Radicale sosteniamo con forza questa seconda ipotesi ed esprimiamo soddisfazione per l’intervento di Giachetti, augurandoci che il Ministero voglia fornire alla politica savonese e ligure l’opportunità di un supplemento di discussione e riflessione che consenta di arrivare a soluzioni più ragionevoli e condivise" concludono infine Cianfanelli, Petrella e Chiavarini.     

*in allegato il testo dell'interrogazione dell'onorevole Roberto Giachetti

Files:
 interrogazione giachetti 2-4-21 carcere savona (429 kB)

redazione

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