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Sanità | 08 aprile 2021, 14:55

L'ANPI Savonese e le sezioni provinciali: "Di fronte a grandi emergenze si tutelino i più deboli senza fare lucro della sanità"

L'appello dell'ANPI: "Se ogni singolo individuo è in stato di benessere, (anche dal punto di vista sociale ed economico) influisce positivamente su chi lo circonda, riducendo di conseguenza lo stato di malattia della popolazione"

L'ANPI Savonese e le sezioni provinciali: "Di fronte a grandi emergenze si tutelino i più deboli senza fare lucro della sanità"

Scrivono coralmente le sezioni ANPI della Provincia di Savona e l'ANPI provinciale Savonese: "Il principio Costituzionale della tutela della salute con la "non" mercificazione con lucro della sanità a discapito dei diritti di tutti, non può e non deve essere mai derogato. Soprattutto anche a fronte di grandi emergenze socio sanitarie che accentuano le difficoltà dei più deboli. Ecco perché tutte le sezioni savonesi dell'Anpi con l'Anpi provinciale difendono e affermano il principio del diritto alla salute". 

 L'ANPI ricorda l'Articolo 32 della Costituzione Italiana: "La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. La semplicità e la completezza di questo articolo non dovrebbe avere bisogno di commenti, eppure in questo momento storico, sentiamo la necessità di riprendere in mano la Carta Costituzionale, di difenderla con tutte le nostre forze e soprattutto di attuarla. Interesse della collettività significa che la collettività, il popolo, noi tutti, partecipiamo al benessere del singolo individuo, in modo che ognuno di noi possa godere di cure mediche di eccellenza.

Se ogni singolo individuo è in stato di benessere, (anche dal punto di vista sociale ed economico) influisce positivamente su chi lo circonda, riducendo di conseguenza lo stato di malattia della popolazione. I rappresentanti del popolo dovrebbero garantire cure mediche pubbliche e libere per tutti, ed altresì gratuite per gli indigenti. Cure sulle quali nessuno possa guadagnare o lucrare, cure che non debbano scendere a compromessi.

La pandemia è una realtà che viviamo e che ci colpisce in modo feroce, tuttavia purtroppo per alcuni rappresenta anche un’opportunità di grandi guadagni. L'episodio della privatizzazione dei presidi di vaccinazione, che ha colpito anche la Liguria è soltanto la punta di un iceberg. Le Regioni hanno operato scelte volte all’ospedalizzazione della Sanità, deprimendo i servizi territoriali, creando un carico eccessivo sulle strutture ospedaliere e di conseguenza la "necessità" di dover affidare alcuni, troppi, servizi a strutture convenzionate ovvero gestite da soggetti privati. La Sanità, per poter operare nelle migliori condizioni, non può che essere che essere pubblica e deve ritornare ad essere gestita a livello nazionale, per evitare anche il fenomeno del " turismo sanitario".

È necessario potenziare le strutture, le strumentazioni, le risorse umane, la ricerca pubblica, l'industria farmaceutica pubblica. È necessario uniformare sul territorio nazionale la presenza di eccellenze ospedaliere e di servizi di base territoriali. È necessario che la salute ritorni ad essere un interesse della collettività come prevede la nostra Carta Costituzionale".

Comunicato stampa

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