/ Attualità

Attualità | 13 aprile 2021, 11:10

Baristi e ristoratori scendono nuovamente in piazza a Savona: "Senza una data di ripartenza, in sicurezza, aziende nel caos" (FOTO e VIDEO)

Una protesta "ordinata e costruttiva, coerente col nostro stile alla ricerca del dialogo" l'hanno definita i presidenti di Fipe, Tripodoro, e di Confcommercio, Bertino

Baristi e ristoratori scendono nuovamente in piazza a Savona: "Senza una data di ripartenza, in sicurezza, aziende nel caos" (FOTO e VIDEO)

Continuano le preoccupazioni tra i titolari e i dipendenti di bar e ristoranti e da lì la decisione di scendere nuovamente in piazza.

Questa mattina si sono ritrovati in piazza Sisto a Savona per protestare contro le chiusure e le limitazioni del Governo grazie all'iniziativa lanciata dalla Federazione Italiana Pubblici esercizi con quella che il presidente savonese Pasquale Tripodoro ha definito a più riprese "un direttivo allargato per formulare proposte da sottoporre alle Istituzioni".

Mentre la scorsa settimana avevano incrociato le braccia davanti alla Prefettura gli ambulanti, a febbraio invece la protesta era sfociata per le vie di Savona da parte dei commercianti. A poco meno di 6 mesi dalla manifestazione #SiamoATerra, che ha visto la partecipazione degli imprenditori savonesi, ora Fipe-Confcommercio è tornato quindi in piazza per dare coralmente volto e voce all’esasperazione di un settore in ginocchio.

Mentre, ad ottobre, il disagio era stato espresso apparecchiando simbolicamente tavole vuote nelle piazze d’Italia, quest'oggi nella centrale piazza savonese sono stati convocati gli imprenditori del settore della ristorazione e dei pubblici esercizi in contemporanea con la manifestazione che si terrà a Roma, per chiedere, tutti insieme direttamente al governo ed alla politica in generale, un impegno preciso: una data della ripartenza e un piano per farlo in sicurezza.

Il combinato di incertezza e mancanza di prospettive fa male quasi più delle chiusure - ha detto Tripodoro - La situazione è complessa, ma senza prospettive certe e credibili si finisce nel caos”.

Vogliamo esprimere una forma di protesta ordinata e costruttiva - ha continuato Tripodoro - coerente con lo stile di una Federazione che ha sempre cercato un confronto con le istituzioni, rifuggendo populismi, polemiche e strumentalizzazioni e che oggi vuole dare un altro segnale forte”.

Da mesi FIPE diffonde incessantemente la voce e i bisogni delle imprese del settore sui media, presso le istituzioni e sui territori - spiega ancora il presidente savonese della federazione che unisce le categorie oggi in piazza - Sentiamo però la responsabilità di dare un segnale forte e pubblico davanti all’ultimo decreto del Governo che rinvia nuovamente la riapertura dei ristoranti e dei bar ad eventuali decisioni del Consiglio dei Ministri. Non si può continuare a lanciare la palla in avanti, perché le imprese non sono in un campo di gioco, ma in una palude, dove sprofondano ogni giorno di più, mentre gli indennizzi non bastano certamente a risollevarle". 

"Vogliamo portare all'attenzione di chi ha in mano le leve del governo la grande preoccupazione che queste categorie vivono. Scendere in piazza è un qualcosa da ultima possibilità per farsi sentire, speriamo solo che le vaccinazioni avanzino velocemente, che si faccia qualcosa di serio per far calare i contagi e far tornare questa gente a lavorare" ha aggiunto il presidente di Confcommercio Savona, Vincenzo Bertino.

Che poi è tornato sulla questione Tari: "Ci sono attività che hanno potuto lavorare, altre invece poco o nulla. Bisogna spostare le tasse, qualcuno dice che non si può ma sono 'balle': chi ha tenuto chiuso non può più onorare tutte le richieste" ha concluso il numero uno della confederazione provinciale.

Anche i bagni marini hanno aderito alla protesta nonostante i sacrifici durante la scorsa stagione balneare siano stati ridotti rispetto alle categorie in piazza quest'oggi, come ha sottolineato il presidente di Sib, Enrico Schiappapietra: "Siamo qui come lo siamo stati col popolo della neve perché tanti di noi hanno anche attività di ristorazione ed è impensabile vedere un collega che deve lasciare a casa i dipendenti e un lavoro dei padri che vola via. E' un'ingiustizia totale perpetrata da tutte le amministrazioni a tutti i livelli: abbiamo autobus strapieni e poi non possiamo servire un panino. Non pretendiamo di avere i locali strapieni ma solo di sopravvivere. Non riusciremo più a rialzarci, non abbiamo energie, risorse economiche e molti non ne avranno più la voglia: non spezzateci il cuore perché poi avrete città deserte".

Anche il commercio si è affiancato ai pubblici esercizi, condividendone le difficoltà nell'affrontare spese vive e costi rimasti tali e quali nonostante la pandemia. "Siamo un'unica squadra, non guardiamo codici Ateco o categoria merciologica. In questo modo faremo fatica ad andare avanti, con ristori che coprono a volte solo un decimo del fatturato" ha detto Laura Chiara Filippi, di Ascom Savona, chiedendo poi uno stop delle tasse, non un rinvio. 

Molti poi gli interventi giunti da rappresentanti del mondo della ristorazione, dell' "accoglienza notturna", dei viaggi,

Luciano Parodi

Google News Ricevi le nostre ultime notizie da Google News SEGUICI

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium