I lavori devono essere ultimati al più presto. Questa la richiesta del comune di Celle nella prima udienza in Tribunale a Savona in merito al ricorso presentato contro Anas chiedendo proprio la ripresa e la conclusione degli interventi di adeguamento idraulico del Rio S.Brigida.
La stessa Anas in udienza ha illustrato le osservazioni sullo stato delle lavorazioni.
La decisione dell'amministrazione cellese di costituirsi in giudizio era stata presa con una delibera di giunta dopo che ad inizio anno l'amministrazione aveva commissionato ad un professionista (l'ingegnere Roberto De Salvo) la redazione di uno studio tecnico finalizzato alla verifica e valutazione della pericolosità idraulica correlata al cantiere di competenza Anas oltre all'aggiornamento del piano di protezione civile.
Dalla relazione era emerso infatti che lo stato attuale della tombinatura del Rio Brigida a causa di un brusco restringimento all'interno della stessa, possa costituire un potenziale grave rischio idraulico in caso di precipitazioni intense.
"Vista la condizione attuale del Rio Santa Brigida si è reso necessario aggiornare il Piano di Protezione Civile Comunale, limitatamente al tratto di tombinatura del Rio S.Brigida di competenza di Anas, con una integrazione transitoria approvata nel Consiglio Comunale del 30 marzo" ha spiegato il sindaco Caterina Mordeglia.
"La comunicazione delle misure contenute nell'integrazione del Piano di Protezione Civile è stata predisposta e verrà resa nota nei prossimi giorni inizialmente con una lettera e successivamente con incontri nel rispetto delle norme Covid" prosegue la prima cittadina.
È inoltre in corso di definizione una convenzione tra il comune ed Anas per la gestione delle allerte meteorologiche. In caso di allerta rossa l'Aurelia verrà chiusa fino a conclusione dell'avviso e i residenti di quell'area se dovesse innalzarsi il rio al livello critico di sicurezza dovrebbero lasciare le loro abitazioni.
Durante l'ultima allerta gialla dello scorso fine settimana nel frattempo il Comune aveva sentito Anas che si è resa disponibile ad intervenire con proprio personale in caso di necessità.
In via XXV Aprile al momento infatti sarebbero presenti due linee di allarme. L'azienda nazionale autonoma delle strade sta pensando inoltre ad un sistema di rilevazione automatica (il comune ne ha installato uno sul torrente Ghiare).
La prossima udienza al Palazzo di Giustizia è fissata il 30 aprile.
A fine marzo erano in corso sul cantiere le rilevazioni propedeutiche al lavoro del consulente tecnico del Tribunale di Savona per concludere la relazione in merito ai cedimenti sulle abitazioni.
Ad agosto 2020 infatti i proprietari dei tre stabili soggetti a crepe (che avevano portato il sindaco con un'ordinanza ad interdire gli immobili) nel Palazzo di Giustizia savonese avevano aperto un contenzioso contro Anas affidandosi ad un giudice che dopo aver avuto la relazione dal consulente potrà così pronunciarsi.
Lo scorso febbraio erano stati effettuati inoltre monitoraggi nelle case ed erano stati installati dei fessurimetri.
La sentenza del Tribunale era attesa per aprile ma il fine lavori potrebbe slittare ulteriormente continuando così a mettere in ginocchio la viabilità anche per questa stagione estiva visto che continueranno ad essere presenti i due semafori sull'Aurelia e l'impianto su via Santa Brigida.