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Attualità | 19 aprile 2021, 12:33

Oltre 300 anni di storia e non sentirli, Giustenice si mobilita per il cipresso di piazza Don Noli: "Patrimonio di inestimabile valore"

Dopo il crollo di parte del muro di contenimento della piazza, riflettori puntati sull'albero monumentale. Il sindaco Boetto: "Sicurezza al primo posto, verrà monitorato"

Oltre 300 anni di storia e non sentirli, Giustenice si mobilita per il cipresso di piazza Don Noli: "Patrimonio di inestimabile valore"

Il crollo di una porzione del muro di contenimento della piazza antistante la chiesa di San Lorenzo a Giustenice, avvenuto lo scorso 11 aprile, aveva costretto gli uffici comunali a intervenire rapidamente per la messa in sicurezza della zona. Risultato? Un'abitazione evacuata in via Marenchi e l'interdizione dell'accesso alla scuola materna dal lato fronte piazza Don G. Noli (provvedimenti poi revocati nelle giornate successive).

Il dissesto statico, conosciuto da tempo, dopo aver subìto un improvviso peggioramento (complice il maltempo), aveva portato alla caduta di alcune pietre lungo la scalinata che conduce alla piazza. Una scalinata adiacente al muro, ma che si ritrova anche all'ombra di un albero monumentale: un cipresso che si stima abbia tra i 320 e i 350 anni, "Esemplare di rilevante vigoria e di interessante aspetto rispetto al luogo in cui è radicato" si legge nella scheda redatta da Regione Liguria. Insomma una vera e propria istituzione.

Ed è proprio questo esemplare di "Cupressus sempervirens, L." che, sempre relativamente al crollo, ha attirato l'attenzione delle varie autorità intervenute sul posto. Tra le ipotesi del cedimento, infatti, c'è chi ipotizza che le responsabilità siano da addossarsi alla pianta. A sgomberare il campo da ogni dubbio, però, è il sindaco del paese Mauro Boetto:

"Si tratta di un esemplare sano, certificato dall'agronomo che lo ha visionato di recente - ha spiegato il primo cittadino - C'è chi vorrebbe tagliarlo per ragioni di sicurezza, ma la storia di questo albero merita che venga fatto tutto il possibile per tutelarlo. È un patrimonio di inestimabile valore per la nostra comunità, al quale sono legate tante vicissitudini di Giustenice e dei suoi cittadini".

Un aneddoto su tutti? La storia di una staffetta partigiana che durante la Resistenza passava le giornate in una cavità presente all'interno del tronco, osservando quanto succedeva all'esterno, per poi uscire la notte protetta dall'oscurità. Una storia così segreta da essere emersa solamente a guerra conclusa, che è solo una delle tante che l'albero di piazza Don G. Noli potrebbe raccontare. Lui che era già presente ai tempi di Napoleone oppure quando l'Italia come la conosciamo oggi non esisteva ancora.

"Non c'è dubbio che il tema della sicurezza sia al primo posto - ha aggiunto Boetto - è per questo che il cipresso sarà tenuto sotto controllo con grande attenzione, grazie all'ausilio di una strumentazione in grado di monitorare le oscillazioni della pianta ed eventuali inclinazioni che potrebbero causare problemi".

E sempre a proposito di alberi monumentali, a Giustenice c'è anche un ulivo presente in paese da circa 900 anni: lo si può ammirare in piazza San Michele.

redazione

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