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Attualità | 19 aprile 2021, 13:08

Noli, "In Repubblica 2.0" torna sul park di via IV Novembre: "Una nuova gara dopo 14 anni: così non si risolvono le criticità"

"L'Amministrazione ha ancora la speranza di recuperare il risarcimento economico e di realizzare l'opera con una società finora inaffidabile"

Noli, "In Repubblica 2.0" torna sul park di via IV Novembre: "Una nuova gara dopo 14 anni: così non si risolvono le criticità"

Mette sotto accusa ancora alcune opere edilizie incompiute il gruppo di minoranza consiliare nolese "In Repubblica 2.0".

Stavolta a finire nel mirino della consigliere Gambetta e degli altri membri della lista è il parcheggio pluripiano previsto in via IV Novembre. Un'opera che si trascina da ormai più di 14 anni in una zona residenziale a pochi passi dal mare, lato ponente del borgo antico e adiacente all'Aurelia, al momento definita un "buco terroso in uno stato di abbandono".

"Da due anni sosteniamo pubblicamente - spiega in una nota il gruppo di opposizione - che l'ipotesi di continuare le trattative con l'originaria società proponente il project financing del 2007, la Progetto Noli S.p.A., sono inaffidabili e non vantaggiose per il bene di Noli e dei suoi cittadini. Data la convinzione che i dubbi siano concreti, a novembre 2020 la nostra capogruppo Marina Gambetta ha inviato all'ANAC (Autorità Nazionale Anti Corruzione) una relazione con la richiesta di verificare la correttezza dell’operato dell’Amministrazione".

"Parliamo di una società che 'vanta': un socio di maggioranza scappato con gli acconti versati dai promissari acquirenti dei box della prima trattativa del 2007; il sequestro del cantiere da parte della Procura per aver compiuto abusi edilizi e illeciti ambientali (pagati poi dal Comune); la condanna nel 2014 per la causa persa contro Noli con oltre 900mila euro di risarcimento danni a favore del Comune; la perdita del contratto di concessione del 'buco'. Inoltre, sembrerà incredibile, ma il Comune da quella sentenza del 2014 non ha mai inteso riscuotere 1 euro!" aggiungono dal gruppo.

"Ora la società è in liquidazione, a un passo dal fallimento - ricordano dalla minoranza - Nonostante tutto ciò, l'Amministrazione ha ancora la speranza di recuperare il risarcimento economico e di realizzare l'opera, sempre con la stessa Progetto Noli! La speranza è così fievole che lo stesso avvocato del Comune ha sollevato dubbi sulla effettiva capacità della Società di fare fronte ai propri debiti".

"Data l'incertezza dell'operazione, qualche mese fa il Comune ha incaricato l’ente certificatore RINA Check di verificare la validità tecnica e la sostenibilità finanziaria dell'ipotesi della nuova transazione con la Progetto Noli dal costo di 38mila euro" proseguono.

Dall'analisi però, ai primi di febbraio è arrivata una doccia fredda per "il Comune, che si era detto 'fiducioso' durante un'Assemblea Pubblica", quando è stato consegnato il rapporto intermedio con le verifiche effettuate fino a quel momento, dove "l'ente certificatore si è trovato a esprimersi su un progetto esecutivo che di regolare presentava solo il nome dei progettisti, tutto il resto è stato considerato 'non conforme' o 'assente'" continua la nota.

"Com’è possibile che l’Ufficio Tecnico del Comune non si sia reso conto che la documentazione inviata al RINA era inadeguata, priva della maggior parte degli elaborati richiesti per un progetto esecutivo e delle autorizzazioni previste dalla legge?" si domandano i membri di In Repubblica 2.0. "Questa domanda l'abbiamo rivolta anche sotto forma di interrogazione all'Amministrazione, la quale ha dato delle risposte non adeguate e che non risolvono la criticità di fondo in questa operazione: dopo 14 anni per un progetto di un'opera pubblica da più di 9 milioni di euro è indispensabile indire una nuova gara".

Il gruppo di opposizione torna infine sulla questione box di via Belvedere: "Tutto è fermo nonostante le rassicurazioni del vice sindaco Manzino che aveva previsto in circa 45 giorni (ne sono passati più di 50) il tempo per la definizione con la Soprintendenza delle soluzioni alle difformità realizzate sulla copertura per la ripresa dei lavori. Inoltre, rimangono ancora in sospeso i dubbi manifestati dagli acquirenti dei box dei livelli interrati (fuori dalla competenza della Soprintendenza) che ancora oggi si vedono negato il permesso di accedere al proprio posto auto".

Redazione

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