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Politica | 21 aprile 2021, 14:56

Legge omotransfobia, Branca a Italia Viva: "Non vi lasceremo giocare al ribasso sui diritti della persona"

Maria Gabriella Branca: "C'è bisogno di rafforzare la cultura dell'eguaglianza e del rispetto della persona e di punire odio e violenza"

Legge omotransfobia, Branca a Italia Viva: "Non vi lasceremo giocare al ribasso sui diritti della persona"

"Ci risiamo. Ancora una volta, sui diritti, Renzi, o meglio Italia Viva, sceglie il compromesso al ribasso, tentando di far credere di voler ottenere un risultato mentre in realtà affossa la legge contro l’omotransfobia, che invece è già stata approvata alla Camera". Interviene così sul tema Maria Gabriella Branca, della segreteria nazionale di Sinistra Italiana.

Prosegue Branca: "Davide Faraone sa bene che apportare delle modifiche alla legge in Senato significherebbe farla tornare alla Camera, e quindi rinviare all’infinito, il suo iter di approvazione, in una sola parola significa affossarla.

Eppure l’Italia attende da almeno 25 anni (la prima proposta di legge porta la data del 1996 e la firma di Nichi Vendola e Antonio Soda) questo elementare segno di civiltà, perché l’assenza di una legge contro l’odio e la discriminazione in Italia, presente, fra l’altro, in quasi tutti i paesi europei, come Francia, Germania Spagna etc., ci relega in fondo alle classifiche internazionali, ed a nulla sono servite le raccomandazioni del Parlamento Europeo, le stesse sentenze CEDU o la disapprovazione degli altri Stati membri.

L’introduzione di una legge sul crimine d’odio e l’hate speech che copra tutti i delitti motivati da pregiudizi che si fondano sull’orientamento sessuale e l’identità di genere è indispensabile per l’attuazione dell’art. 3 della nostra Carta Costituzionale. Abbiamo bisogno di rafforzare la cultura dell’eguaglianza, del rispetto della persona, del valore dell’altro, e per questo obiettivo occorre punire l’odio e la violenza e allo stesso tempo promuovere concrete azioni sul piano culturale e per il sostegno delle vittime".

Conclude Maria Gabriella Branca: "Non possiamo accettare rinvii e non vogliamo cambiare una virgola, né fare un altro passo indietro, e non vi lasciamo giocare al ribasso sui diritti".

Comunicato stampa

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