Attualità - 29 aprile 2021, 08:54

Savona, arrivano le cartelle della Tari, primi problemi: nel pagamento unico, sbagliato per alcuni il codice ente

Nella sezione del tributo Tefa per il pagamento della rata unica il codice ente è stato stampato erroneamente

Arrivano le cartelle della tassa dei rifiuti e come ogni anno a Savona si accende la discussione.

Diversi savonesi, oltre a lamentarsi per la cifra alta da pagare, nei giorni scorsi hanno iniziato a ricevere gli F24 per il pagamento in tre rate con scadenza il 17 maggio, 16 luglio e 16 settembre o in un'unica soluzione nella stessa data della scadenza della prima rata.

Solo che in molti hanno riscontrato che per il pagamento della rata Tari unica nella sezione che riguarda il tributo per l'esercizio delle funzioni di tutela, protezione e igiene dell'ambiente (TEFA) il codice ente non sarebbe corretto in quanto avrebbe dovuto esserci stampato l'identificativo catastale della provincia di Savona (I480) e invece è stata ripetuta la sigla TEFA.

Provando già a pagare con l'F24 la somma completa della tassa nelle poste e nelle banche non viene accettato il pagamento, allora alcuni cittadini si sono rivolti all'ufficio tributi comunale che ha specificato che per ovviare al problema si può pagare separatamente le tre rate oppure ristampare dal sito del comune la cartella corretta o compilarne una nuova con i dati corretti.

"Per un errore di stampa il modello F24 per il pagamento in unica soluzione della TARI 2021 riporta un Codice Ente errato nella riga relativa al pagamento del Tributo provinciale TEFA. Per il pagamento in unica soluzione si potrà utilizzare un modello F24 in bianco, reperibile gratuitamente presso ogni sportello bancario o postale, o il sistema di pagamento on line del proprio istituto bancario utilizzando il codice ente I480 anche nella seconda riga e riportando tutti gli altri dati contenuti nell’avviso ricevuto" spiegano dal comune di Savona.

Nel 2017 erano state inviate dal Comune 34mila cartelle Tari con l'anno di pagamento sbagliato, il 2016 invece che il 2017.

Luciano Parodi