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Attualità | 01 maggio 2021, 13:18

Celle, il "caso" della Cena delle Rose non si placa. Nuovo botta e risposta tra comune e Promotur. Abate: "Lettera offensiva e piena di bugie"

Il sindaco dopo la lettera del Consorzio che specificava che la cifra era stata restituita, ha spiegato di aver presentato denuncia alla Procura

Celle, il "caso" della Cena delle Rose non si placa. Nuovo botta e risposta tra comune e Promotur. Abate: "Lettera offensiva e piena di bugie"

"Una lettera offensiva e piena di bugie. In Consiglio comunale tempo fa aveva detto delle bugie, a seguito di questo continuo a dirlo".

È una risposta al vetriolo quella del presidente del Consorzio Promotur Franco Abate in merito alla lettera inviata dal sindaco Caterina Mordeglia agli stessi per una denuncia presentata alla Procura della Repubblica.

Al centro sempre la Cena delle Rose organizzata nell'estate del 2019 e i 5900 euro raccolti per beneficenza a favore delle famiglie bisognose cellesi. La cifra dopo una lunga querelle lo scorso 26 aprile era stata riconsegnata al comune.

Lo scorso 31 dicembre la prima cittadina cellese aveva puntato il dito contro il Consorzio e il suo presidente Abate dopo che nel consiglio comunale il sindaco, in una lettera, aveva specificato che la cifra raccolta, non era più presente nel conto aperto per aiutare le persone in difficoltà. Abate poi alla nostra redazione aveva specificato che la cifra era stata spostata in un altro conto.

La Promotur aveva specificato poi che avrebbe continuato "a rispettare gli impegni presi e, così come avvenuto per i 16.300 euro già utilizzati per interventi di solidarietà nei confronti delle famiglie cellesi in difficoltà, destinerà il residuo di 5.900 euro alla beneficenza e alla solidarietà, nel corso della procedura di liquidazione della società".

Il 12 gennaio però il sindaco aveva deciso di scrivere al Promotur tramite l'avvocato per riavere la cifra. Il liquidatore del Consorzio e ex presidente Franco Abate ha così scritto 5 giorni fq una lettera alla prima cittadina, ai consiglieri comunali, alla Procura della Repubblica e al comandante della stazione dei carabinieri dove ha specificato diversi aspetti oltre ad inviare in allegato l'ordinativo del bonifico.

"Risulta evidente che non vi è stata alcuna sottrazione di tali somme alla loro naturale destinazione, come è stato invece, in modo improprio e fuorviante, sostenuto pubblicamente da organi del comune di Celle Ligure, ed il comportamento del Consorzio è stato inequivocabilmente corretto e lineare, avendo mantenuto i propri impegni fino in fondo" aveva specificato Abate.

Ma in tutta risposta su queste parole il sindaco non aveva fatto attendere la sua risposta in una lettera.

"Il comune di Celle Ligure, oltre a non comprendere le esigenze contabili che avrebbero determinato lo spostamento dei denari da un conto all'altro (infatti riesce difficile creder che per predisporre un bilancio finale di liquidazione sia indispensabile trasferire fisicamente tutti i fondi in un unico conto, quando parrebbe sufficiente annotare il saldo di conto) si è visto, da un giorno all'altro, sottrarre i fondi raccolti con "La cena delle rose" destinati alle persone in difficoltà economica, dei quali aveva la disponibilità, senza nessun avviso né comunicazione di sorta. Per poter ottenere la restituzione di dette somme l'Ente è stato costretto ad effettuare una richiesta formale delle stesse tramite il proprio legale e a denunciare il fatto alla pubblica autorità" spiega la prima cittadina.

"Ritengo che in maniera del tutto legittima e trasparente gli organi del comune di Celle abbiano reso noto alla collettività il comportamento tenuto dal consorzio Promotur sulla legittimità del quale deciderà la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Savona alla quale il fatto è stato tempestivamente segnalato" aveva continuato nella missiva.

Non poteva mancare poi la nuova risposta di Abate per una querelle che si pensava fosse conclusa ma invece potrebbe avere ulteriori riscontri anche giudiziari.

"Prima di bloccare i fondi ho chiamato la responsabile dei servizi sociali e chi aveva la firma sul conto e successivamente abbiamo mandato una mail in comune specificando che i soldi erano stati spostati su un altro conto dicendo inoltre che la cifra sarebbe stata naturalmente restituita. Non può cadere dalle nuvole dopo 10 anni di amministrazione con Remo Zunino e 10 con Renato Zunino" ha proseguito Abate.

"Ad oggi non si sono inventati qualcosa per fare della beneficenza, non hanno neanche più organizzato l'iniziativa della Spesa Sospesa che gli anni scorsi organizzavamo noi. Lei non può denigrare il Consorzio Promotur" conclude.

Luciano Parodi

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