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Curiosità | 02 maggio 2021, 08:30

Spostamento della ferrovia a Monte, un viaggio tra passato, presente e futuro. E quella profezia del dottor Negro...

Dal ritrovamento dell'invito ad un incontro della DC per discutere del progetto, ad una chiacchierata con Gianni Nari, storico giornalista del savonese: "Una questione che risale ad almeno 50 anni fa"

Spostamento della ferrovia a Monte, un viaggio tra passato, presente e futuro. E quella profezia del dottor Negro...

Un'abitazione sfitta, una soffitta colma di antiche cianfrusaglie ma anche di qualche vecchio mobile che al suo interno custodisce tracce di un passato ormai lontano. O forse no. Frugando con curiosità nel cassetto di un comodino impolverato ecco spuntare un biglietto, un invito, che se non fosse per lo scudo crociato della DC non sembrerebbe essere così datato. Il perché lo si intuisce da quanto scritto sopra: 

"La S.V. è cordialmente invitata a partecipare all'incontro sul tema: 'Spostamento a monte della ferrovia. Quali prospettive?' che avrà luogo sabato 19 aprile alle ore 20.45, presso il Teatro delle Opere Parrocchiali. Relatore l'On. Alessandro Scajola. Al termine dell'incontro seguirà il dibattito, che si auspica costruttivo e stimolante".

Un incontro a Borgio Verezzi, presumibilmente risalente al 1980, con relatore il padre dell'attuale assessore regionale all'urbanistica. Ed è così che la cronaca di oggi si intreccia con quella del passato grazie ad un progetto di cui ormai si parla da tempo, ma che di concreto non ha visto praticamente nulla. "Una questione che risale ad almeno 50 anni fa" spiega Gianni Nari, storico giornalista del Secolo XIX, con cui abbiamo voluto confrontarci proprio a proposito dello spostamento a monte della ferrovia nel tratto tra Finale Ligure e Andora. Un viaggio tra passato, presente e forse futuro, decisamente affascinante.

"All'inizio degli anni '70, proprio per lo spostamento della ferrovia era stato istituito un comitato presieduto dal dottor Giacomo Negro, all'epoca sindaco di Pietra Ligure ed esponente del Partito Liberale Italiano - racconta Nari - Una delegazione venne ricevuta a Roma dai vertici delle Ferrovie per discutere del progetto". L'incontro in questione rimarrà nella storia per una frase più che mai profetica.

"In sede di presentazione del progetto, uno degli esponenti delle Ferrovie chiese dove si trovasse Finale - svela a tal proposito Nari - un'uscita alla quale Negro, dopo un attimo di silenzio e dopo essersi alzato in piedi, replicò così rivolgendosi in dialetto ligure ai compagni giunti nella capitale con lui: 'Andemmu figgeu, che a ferruvia a munte a nu ghe va mancu finu in tu duemilla' (andiamo ragazzi, che la ferrovia a monte non ci va nemmeno fino al duemila ndr). Una previsione a trent'anni di distanza, ne sono passati addirittura cinquanta e la situazione è sempre la stessa anche perché nel tempo le Ferrovie hanno sfruttato il mancato accordo sul tracciato da parte dei comuni coinvolti, così i fondi che erano già stati stanziati sono stati dirottati per realizzare un'altra linea ferroviaria: la Napoli-Paola".

Sempre a riguardo del tracciato, in particolare quello che interessa Borgio Verezzi, Nari svela un ulteriore aneddoto: "Il progetto iniziale prevedeva il transito della linea all'interno delle grotte Valdemino, ma il Comune sin da subito si attivò con successo per salvaguardarle. Il progetto di oggi è infatti diverso rispetto a quello inizialmente previsto".

Un progetto rimasto fin qui sulla carta, riuscirà il Recovery Plan a renderlo realtà? Solo il tempo lo dirà, lo stesso che ha dato ragione alla profezia del dottor Negro. "Fu lungimirante a dir poco, capì sin da subito l'antifona - la chiosa finale di Nari - quella frase è stata lapidaria".

Roberto Vassallo

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