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Economia | 06 maggio 2021, 18:05

L'Unione Europea: "Vino senza alcol", la replica di Coldiretti: "Un’eresia per le grandi eccellenze dei territori"

La proposta di di Bruxelles prevede di autorizzare nell’ambito delle pratiche enologiche la dealcolazione parziale e totale con la possibilità di aggiungere acqua anche nei vini a denominazione di origine

L'Unione Europea: "Vino senza alcol", la replica di Coldiretti: "Un’eresia per le grandi eccellenze dei territori"

Togliere l’alcol dal vino ed aggiungere acqua è l’ultima trovata di Bruxelles per il settore enologico già sotto attacco con la proposta di introdurre etichette allarmistiche per scoraggiarne il consumo previste nella Comunicazione sul “Piano d’azione per migliorare la salute dei cittadini europei. E’ quanto afferma la Coldiretti nello svelare i contenuti del documento della Presidenza del Consiglio dei Ministri Ue in cui viene affrontata la pratica della dealcolazione parziale e totale dei vini. La proposta prevede di autorizzare nell’ambito delle pratiche enologiche l’eliminazione totale o parziale dell’alcol con la possibilità di aggiungere acqua anche nei vini a denominazione di origine.

“In questo modo viene – affermano il Presidente di Coldiretti Liguria Gianluca Boeri e il Delegato Confederale Bruno Rivarossa – permesso ancora di chiamare vino, un prodotto in cui sono state del tutto compromesse le caratteristiche di naturalità per effetto di trattamento invasivo che interviene nel secolare processo di trasformazione dell’uva in mosto e quindi in vino. Un inganno legalizzato per i consumatori che si ritrovano a pagare l’acqua come il vino. Così si mette a rischio l’identità del nostro vino, anche perché attualmente la definizione “naturale” e legale del vino vigente in tutta Europa prevede il divieto di aggiungere acqua. La preoccupante novità arriva peraltro in un momento difficile per il settore, con il vino made in Liguria fortemente colpito dalla chiusura della ristorazione e dalla riduzione del turismo straniero che da sempre apprezza le nostre produzioni che vantano il fregio di ben 8 DOC (DOC 5Terre, DOC Rossese di Dolceacqua, DOC Riviera Ligure di Ponente, DOC Golfo del Tigullio – Portofino, DOC Val Polcevera, DOC Colline di Levanto, DOC Colline di Luni e DOC Ormeasco di Pornassio) e 4 IGT ( Colline del Genovesato, Liguria di Levante, Colline Savonesi, Terrazze dell’imperiese). Inoltre è un pericolo che si inserisce in un contesto comunitario dove la Commissione Ue potrebbe introdurre allarmi per la salute nelle etichette delle bevande alcoliche come per le sigarette nell’ambito dell’attività di prevenzione del nuovo “Piano d’azione per migliorare la salute dei cittadini europei” ed eliminare addirittura il vino dai programmi di promozione dei prodotti agroalimentari magari proprio per favorire le nuove bevande annacquate. Il giusto impegno dell’Unione per tutelare la salute dei cittadini, non può tradursi in decisioni semplicistiche che rischiano di criminalizzare ingiustamente singoli prodotti indipendentemente dalle quantità consumate. In un momento difficile per l’economia bisogna tutelare le nostre produzioni, continuando a portare sul mercato, e promuovendo al meglio, il valore aggiunto del Made in Italy senza cambiarne soprattutto la natura”.

La proposta di aggiungere acqua nel vino è solo l’ultimo degli inganno autorizza i dall’Unione Europea che già consente l’aggiunta dello zucchero nei paesi del Nord Europa per aumentare la gradazione del vino mentre lo zuccheraggio è sempre stato vietato nei paesi del Mediterraneo e in Italia, che ha combattuto una battaglia per impedire un "trucco di cantina" e per affermare definitivamente la definizione di vino quale prodotto interamente ottenuto dall’uva. Ma Bruxelles ha dato anche il via libera al vino "senza uva" ovvero ottenuto dalla fermentazione di frutta, dai lamponi al ribes. Una pratica enologica che altera la natura stessa del vino che storicamente e tradizionalmente è solo quello interamente ottenuto dall’uva.

Comunicato Stampa

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