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Economia | 08 maggio 2021, 15:00

In giro per Genova: arredare casa tra i carrugi e l'acquario

Analizziamo i migliori arredamenti per una casa nel capoluogo ligure.

In giro per Genova: arredare casa tra i carrugi e l'acquario

A Genova ci vado solo in occasioni speciali, quando manca poco all'inizio della scuola e ci porto i miei figli in pellegrinaggio al negozio di libri usati, nella speranza di trovarne la maggior parte in sconto. Di solito da un anno all'altro le case editrici cambiano qualche pagina e fanno uscire un'edizione nuova, ma se non sono insegnanti troppo rigidi non ne fanno una tragedia. Fotocopia sulle pagine che mancano e via.

La città è molto caotica, non potrei mai viverci e mi perdo ancora se imbocco qualche strada senza guardare il navigatore. Per questo le nostre visite sembrano spesso una toccata e fuga. Non è che non sia ospitale, non siamo mica foresti, siamo pur sempre liguri anche se veniamo “dai bricchi”. Una volta sola ho fatto l'errore di accomodarmi al tavolino di un bar all'aperto, su una nota via di negozi, e mi sono ritrovato a pagare un gelato come circa quattro coni del mio paesello. Esperienza da non ripetere.

Per questo non pensavo che avrei mai affrontato la strada per arrivare in città due volte di troppo. Mi serviva un negozio adatto e mi serviva trovarlo al primo colpo. Per fortuna la professoressa di matematica aveva da poco ristrutturato la sua abitazione estiva, così mi sono trovata a chiederle dove avesse trovato un punto vendita affidabile, che fosse in grado di fornire sia il parquet sia la posa a Genova. Non avevo chiesto espressamente su Genova ma intuivo che se non era in città, magari, potevo farci un salto in settimana.

Purtroppo per me non era nelle vicinanze. Mi sono messa l'anima in pace, organizzandomi nel dettaglio. Si sa che i negozi di arredamento e ristrutturazione delle case vengono presi d'assalto il sabato pomeriggio. Sembra che la gente, anche quella che non ha nulla da fare durante tutta la settimana, prenda e parta il sabato pomeriggio al solo scopo di rendere la fila ancora più lunga. Odio tutto questo. Potrebbe sembrare che io non sia una persona ospitale o socievole, resta il fatto che detesto fare la fila per nulla e non mi piace tornare a mani vuote.

Appurato dal sito internet che il negozio era molto fornito, d'accordo con mio marito, ci siamo appuntati tutte le domande da fare e i dati dell'appartamento che volevamo sistemare.

L'idea era di partire il sabato mattina presto, in modo da essere davanti al negozio all'apertura, così da non dover aspettare. Fare le nostre valutazioni insieme all'addetto alla vendita e tornare in tempo per il pranzo. I tempi sembravano buoni e così siamo partiti.

Abbiamo lasciato i due adolescenti che dormivano, sperando di rientrare abbastanza presto da non subire le loro chiamate moleste. Potevano benissimo badare a se stessi per una mattinata. La fila per scendere in città era lunghissima, forse avevo fatto male i conti. Non mi sembrava che ci fosse qualche evento particolare, speravo che non imboccassero tutti la stessa direzione verso il centro. Purtroppo il traffico invece era proprio congestionato, come tutte le santissime volte che abbiamo avuto la brillante idea di andare nel capoluogo. Dopo oltre un'ora di fila ci abbiamo messo altri trentacinque minuti a trovare un parcheggio, per poi scoprire che il punto vendita aveva il parcheggio riservato ai clienti.

Giovanni aveva già tirato giù mezzo calendario. Tutti sudati, perché finalmente la primavera aveva deciso di lasciare il posto all'estate, siamo arrivati finalmente sul posto. Avevamo tutto scritto sul foglio che avevo appoggiato sul tavolo della cucina e che non mi ero ricordata di mettere in borsa, perché stavo preparando qualcosa da lasciare ai ragazzi in caso avessimo tardato. Quindi Giovanni aveva tirato giù l'altro mezzo calendario.

Fortunatamente dopo una breve attesa siamo stati subito coinvolti nel tour dello showroom di pavimenti in legno dalla simpatica Maria. Devo ammettere che se fanno dei corsi per rapportarsi ai clienti, li fanno veramente bene. Maria è stata accurata, gentile, simpatica e oltremodo veloce. Probabilmente ha capito che non eravamo molto in animo di chiacchiere e ci ha aiutato a ricordare anche le domande che volevamo fare. Avevamo dei dubbi sull' installazione e la levigatura del parquet per la casa di Genova e sui tempi del lavoro. A Genova quel giorno il meteo prevedeva rapidi acquazzoni, e abbiamo appena fatto in tempo ad attraversare la strada per andare nella zona degli uffici per poter parlare nel dettaglio anche dei preventivi.

Ci era chiaro solamente che avevamo entrambi scelto la stessa tipologia, ovvero un parquet prefinito che presentava diversi vantaggi: posa rapida, molte finiture, pedonabilitlà immediata e, dulcis in fundo, un prezzo abbordabile per le nostre finanze. Maria era stata così premurosa da offrirci un caffè. Il tempo era passato in fretta e non era stato affatto pesante. Giovanni si è anche ricordato di chiedere informazioni sulla manutenzione. Anche su questa eventualità il negozio era ben preparato. Forniva anche il servizio di levigatura del parquet, sempre nei comuni limitrofi a Genova.

 

Maria ci ha informato che solitamente questo servizio viene richiesto dopo circa sette o otto anni dalla posa, mentre quelli successivi possono essere effettuati almeno dopo sei anni. Ci siamo scritti tutte le preziose spiegazioni, nella speranza che questa volta il foglio non restasse a Genova ma tornasse a casa.

Dopo aver preso un appuntamento per il sopralluogo, in una data che era ideale perché eravamo entrambi presenti, abbiamo ringraziato Maria e siamo tornati alla macchina. Era quasi mezzogiorno. I ragazzi si sarebbero sicuramente fatti sentire mentre tornavamo nuovamente nel traffico.

Dopo circa un mese da quel primo e unico preventivo sono stati fatti i lavori a casa nostra e le promesse che ci aveva fatto Maria mantenute per intero. La posa era stata effettuata nei tempi stabiliti e avevamo potuto ripristinare tutti gli allacci dei vari elettrodomestici e far portare i nuovi mobili. Non avevamo cambiato tutti gli arredi, ma la cucina dopo venticinque anni era ridotta male e non avevamo potuto evitare di fare quella spesa. Siamo molto soddisfatti per la scelta fatta e la rifaremmo.

A volte le imprese sembrano più difficili quando non si è mai avuta l'esperienza diretta e poi, a conti fatti, anche se c'era stato un gran “remescio”, ora era mille volte meglio.

Richy Garino

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