Attualità - 11 maggio 2021, 11:10

"Ridotta" austriaca sulle alture di Varazze: la scoperta di Claudio Arena nel bicentenario della morte di Napoleone (FOTO)

E' stata rinvenuta in località Piani d'Invrea. Secondo il noto ricercatore di 'Savona Sotterranea Segreta', sarebbe intatta al 70%

Un'antica "ridotta" austriaca rinvenuta sulle alture di Varazze. La scoperta di Claudio Arena, noto ricercatore di 'Savona Sotterranea Segreta': "Qualche tempo fa, durante le mie esplorazioni sui territorio, ho rinvenuto sulle prime colline di Piani d'Invrea un fortilizio molto interessante, edificato con muri a secco, avente una lunghezza rilevante (25x15 metri). La cosa mi è sembrata alquanto interessante. L'edificazione (e la forma) mi ha fatto subito pensare a qualcosa di antico e di uso strettamente militare". 

"Cosi ho iniziato per un lungo tempo a consultare molteplici documentazioni storiche e cartografie di enti pubblici senza però trovare alcuna indicazione utile, stessa cosa per quanto riguarda gli archivi storici di Genova e Torino, finché mi è venuta in supporto la biblioteca nazionale francese che mi ha ricordato un importante scontro tra le forze imperiali austriache e quelle francesi di Napoleone" aggiunge Arena. 

"Da queste letture ho appreso che nella collina in questione, gli austriaci posizionarono una batteria e degli uomini per contrastare l’esercito francese. Pertanto il fortilizio è con molta probabilità un'antica "ridotta" usata per presidiare la zona occupata dagli austriaci fino ad arrivare a Savona. La battaglia in questione risale al 1800 (8-16 aprile), un periodo che viene definito in gergo 'la seconda coalizione' (1798 1802), dove molte nazioni europee si coalizzarono per contrastare i francesi". 

"I primi movimenti ebbero inizio il 5 e 6 aprile quando gli austriaci occuparono Savona e iniziarono a intercettare molti militari francesi posizionati nelle prime alture creando delle frammentazioni. Il generale Massena, caro amico di Napoleone, avuto la notizia, iniziò l'8 aprile con altri ufficiali a pianificare dei movimenti verso la riviera. L'obiettivo? Riprendere Savona dove all'interno della Fortezza del Priamar continuavano a resistere circa 600 militari francesi" spiega Arena. 

"Savona e il suo porto erano importantissimi per il generale Massena, cosi come lo era Genova, poiché da qui sarebbero dovuti arrivare tutti gli approvvigionamenti e mezzi. Arrivato a Cogoleto, Massena decise di alloggiare presso la Torre Ansaldo, per poi ripartire i primi comandi agli ufficiali che prevedevano la divisione del 2° Corpo di armata in due schieramenti, così da spingerne uno verso le montagne appenniniche di Sassello per poi farlo discendere a Stella, mentre l’altro doveva proseguire in riviera spingendosi a Castagnabuona per poi ricongiungersi e formare cosi un cerchio con la prima divisione. A quel punto il piano prevedeva che il corpo di armata riunito doveva discendere verso il Santuario di Savona (ove vi era il quartiere generale austriaco) e quindi proseguire dritto a Savona con un totale di 6200 uomini".

"Ma le cose non andarono per il verso giusto per i francesi, che pur arrivando a Castagnabuona, passando da Voltri, Cogoleto e Varazze, in breve tempo vennero fermati e accerchiati dagli austriaci che erano prontamente scesi dal Giovo Ligure e poi per le colline di Stella (San Martino e San Giovanni)". 

"La divisione francese riuscì a ritirarsi sulla costa di Varazze, posizionandosi a San Giacomo tra i due fiumi Arona e Aresta. In questo sconto, i militari di Napoleone persero circa 100 uomini. Molti altri furono feriti. Uomini che poi Massena fece trasportare a Genova tramite alcune imbarcazioni requisite a Cogoleto. Nel contempo la divisione di destra partita da Voltri e diretta a Sassello riuscì a sconfiggere una parte degli austriaci a Marcarolo, facendo 600 prigionieri e requisendo due cannoni. Proseguendo poi per Masone. A questo punto il generale austriaco Melas, la sera stessa, fece avanzare tre colonne di uomini verso Sassello-monte Ermetta, un’altra verso Stella San Giustina (il deserto di Sciarborasca) e la terza a Stella San Martino e Varazze". 

"Da qui in poi si svolsero diverse manovre e scontri nelle prime alture del savonese, ma la cosa più importante di questa ricerca, è il movimento truppe che fece il tenente colonnello austriaco Lattermann che seguendo la costa, si portò ai Piani d'Invrea nelle ore notturne dell'11 aprile. La contromossa di Massena fu quindi quella di posizionare un migliaio di uomini della 97° Mezza Brigata a sbarramento del torrente Arestra, con una parte avanzata di uomini sopra il promontorio di San Giacomo a Portigliolo, disponendo una seconda linea sul Belvedere con 800 granatieri". 

"Ed è qui che nella tarda mattinata, il tenente colonnello Lattermann decise di attaccare i francesi, facendo disporre sul monte più alto e a ridosso del San Giacomo una batteria di artiglieria che oggi a pare mio è quella che ho individuato - conclude Arena - Considerando l'importanza storica, ho proceduto alla segnalazione alle autorità competenti sperando che si possa valorizzare il sito anche a livello turistico con una sentieristica per escursionisti e turisti. Come accennavo precedentemente questa "ridotta" è al 70% intatta, per il restante dei muri, basterebbe solo riposizionare le pietre che si trovano ancora in loco, con un lavoro molto facile e veloce". 

Redazione