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Cronaca | 12 maggio 2021, 14:49

Processo Gsl, affidamento regolare: assolti Albani di Omnia Medica e vertici Asl

Condanna per un solo capo d'imputazione, l'estensione del contratto senza passare dalla gara: 2 anni per Albani e 20 mesi per Neirotti e Baldinotti Tizzoni, tutti con la sospensione condizionale

Processo Gsl, affidamento regolare: assolti Albani di Omnia Medica e vertici Asl

Si è concluso con una serie di assoluzioni il processo Gsl che vedeva al centro l’affidamento di Regione e Asl2 di 18 posti letto pubblici per 21 milioni di euro di un'ala dell'ospedale Santa Maria Misericordia di Albenga per interventi di chirurgia ortopedica al Gruppo Sanitario Ligure del fondatore Albani. 

La bufera giudiziaria aveva visto coinvolti manager Asl e vertici di gestione del reparto ingauno di artoprotresi, la cui attività era rimasta confinata nella parentesi "sperimentale" promossa dall'allora assessore regionale alla salute Claudio Montaldo come barriera alla fuga di pazienti fuori regione.

Le condanne sono giunte solo per un capo d'imputazione per Alessio Albani, ex rappresentante di Omnia Medica, Flavio Neirotti, ex direttore sanitario Asl2 e l'ex direttore amministrativo Asl2 Graziella Baldinotti Tizzoni, cioè l'estensione del contratto che era stato effettuato con un affidamento diretto invece che con un bando di gara. 

Due anni  e 600 euro di multa la sentenza per Albani, un anno e 8 mesi e 400 euro per Neirotti e Graziella Baldinotti Tizzoni e due anni per rivelazione di segreti d'ufficio per l'ex direttore sanitario Claudia Agosti, tutti con la sospensione condizionale della pena (assolta per l'estensione del contratto). Assolto per tutti i capi d'imputazione a lui contestati l'attuale direttore sanitario Luca Garra, al tempo responsabile del dipartimento epidemiologia e programmazione Asl2.

Un anno e sei mesi per falso per alcune delle cartelle cliniche contestate invece per il medico chirurgo Guido Grappiolo e 9 mesi per i colleghi Fabrizio Grilli e Giuseppe Moraca con la sospensione condizionale della pena. Assolti i medici Eddie Bibbiani e Stefano Maxena. 

Albani, Neirotti, Baldinotti Tizzoni e Agosti, sono stati quindi assolti per i reati di turbativa d'asta e abuso d'ufficio perché il fatto non sussiste.

Neirotti, Baldinotti Tizzoni e Albani sono stati condannati anche al risarcimento per Asl2, che si era costituita parte civile nel processo, di 50mila euro, Agosti, Grappiolo, Grilli e Moraca a 15mila euro.

"Il dottor Eddie Bibbiani era imputato in relazione a 22 interventi avvenuti negli anni 2012, 2013, 2014 e 2015 ed è stato ritenuto dal Tribunale di Savona, in data odierna, estraneo ai fatti contestati, per non aver commesso il fatto e perché il fatto non sussiste. Il dottor Bibbiani ha, infatti, sempre precisato di non aver commesso il reato di falso diretto ad alterare nessuna cartella clinica e di aver sempre operato nell’interesse dei propri pazienti" il commento dell'avvocato difensore Gianfranco Nasuti.

 "La sentenza pronunciata dal Tribunale di Savona ci soddisfa a metà - vedremo le motivazioni, ma la impugneremo certamente. Durante le indagini erano state contestate al professor Grappiolo centinaia di cartelle cliniche; lo stesso P.M., dottor Ubaldo Pelosi, anche alla luce dell’istruttoria dibattimentale, in sede di requisitoria ha inteso di ridurre di molto il numero delle contestazioni. Oggi il Tribunale, presieduto dal dott. Marco Canepa, ha escluso ogni responsabilità del professore Grappiolo per tutte le cartelle cliniche e gli interventi eseguiti presso l’ospedale Humanitas di Milano e per la stragrande maggioranza anche di quelle eseguite presso l’Ospedale di Albenga" dicono gli avvocati difensori Franco Vazio e Claudio Schiaffino. 

"Si tratta di contestazioni afferenti solo la compilazione delle suddette cartelle cliniche che lo vedevano presente quando invece lo stesso era pacificamente altrove, come sempre ammesso. Non viene contestata la sua opera materiale, ma di aver concorso moralmente nella commissione dei fatti, determinando o rafforzando in altri tale volontà ed opera. Riteniamo di aver provato compiutamente l’estraneità del professor Grappiolo e di aver puntualmente spiegato che lo stesso non aveva neppure alcun interesse, anche economico, a fare o promuovere tale irregolari compilazioni. Oggi la sentenza ci consegna un riconoscimento di responsabilità quindi fortemente attenuato, ma non per questo accettabile. Leggeremo le motivazioni con estrema attenzione, ma sin d’ora possiamo affermare che impugneremo la sentenza al fine di cancellare ogni ombra che ancora residua a carico del Grappiolo" concludono i legali Vazio e Schiaffino.

Luciano Parodi

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