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Attualità | 14 maggio 2021, 14:53

Funivie, i lavoratori: "Il Governo valuti la nuova concessione: l'infrastruttura ha potenzialità uniche"

In una lettera accusati "la cattiva gestione della ditta da parte del concessionario" e i danni legati al maltempo del 2019

I lavoratori di Funivie in presidio davanti alla Prefettura di Savona

I lavoratori di Funivie in presidio davanti alla Prefettura di Savona

Una cattiva gestione da parte della concessionaria Italiana Coke e i danni causati dal maltempo alla struttura. Così il lavoro dei dipendenti di Funivie negli ultimi anni è rimasto letteralmente bloccato, nonostante l'infrastruttura sia da più parti considerato un esempio virtuoso di industriosità.

Lo affermano in una lettera aperta gli stessi dipendenti dell'Azienda, oggi in cassa integrazione, ringraziando chi si è fatto carico della vicenda a livello politico e chiedendo chiaramente al Mit una garanzia: quella di valutare attentamente l'assegnazione della concessione trovando un individuo in grado di far rendere l'infrastruttura sfruttando tutte le sue potenzialità.

"La nostra azienda, in questi oltre 110 anni di funzionamento, si è sempre dimostrata una risorsa importante per la crescita del nostro territorio oltre ad essere una preziosa risorsa per le aziende del nord ovest del Paese - ricordano - L’impianto è un’infrastruttura di proprietà dello Stato, assegnata con concessione ministeriale venticinquennale. Negli ultimi 10 anni il nuovo punto di sbarco si è trasferito agli Alti Fondali dove possono essere sbarcate navi full size e il materiale può venire stoccato in sette vasche distinte aventi capacità complessiva di 45mila tonnellate".

"Il materiale viaggia su due nastri trasportatori: uno attraversa il porto depositando in un silos sotterraneo (con capacità di circa 2mila mc); l’altro, mediante un tunnel sottomarino, arriva alla nuova stazione di caricamento dei vagonetti in località San Rocco permettendo di alimentare le due linee aeree, costruite dagli ingegneri Carissimo & Crotti, formando un mix vincente tra i nuovi impianti e quelli storici - spiegano i lavoratori nella loro lettera - Infine il materiale viene stoccato direttamente nei parchi di S.Giuseppe di Cairo o alla cokeria. Questo sistema, unico al mondo, permette a migliaia di tonnellate al giorno di rinfuse di uscire dal porto di Savona senza che quasi nessuno se ne accorga".

"Infatti - aggiungono - l’impianto è collocato in una regione dove i monti si specchiano sul mare per cui il collegamento con l’entroterra deve superare dislivelli importanti su brevi distanze. Esso sopperisce alla mancanza di infrastrutture che colleghino il porto di Savona alla Val Bormida: noi siamo un’autostrada aerea fatta di cavi di acciaio, di piloni e di vagonetti che compongono una bella realtà di trasporto ecologica alimentata a energia elettrica perfettamente integrata con il paesaggio".

Qualcosa negli ultimi anni però è andato storto: "Attualmente non siamo nelle condizioni di poter svolgere il nostro lavoro a causa di due eventi che hanno portato a questa drammatica situazione: una cattiva gestione della ditta da parte del concessionario (italiana coke), il quale è in concordato preventivo dal 2017 causando inevitabilmente danni economici a Funivie S.p.A.; il crollo di quattro piloni nel novembre del 2019 a causa di frane dovute a eventi calamitosi. Quest’ultimo accadimento ha provocato l’inutilizzo immediato delle linee funiviarie. Quanto meno appare sospetto che di seguito all’evento calamitoso il concessionario abbia rimesso la concessione al MIT, dando l’impressione di aver sfruttato questo evento come alibi per celare i problemi di gestione che nel 2017 hanno portato al concordato preventivo".

Senza contare un terzo e non da poco imprevisto: "Dal fatidico novembre del 2019, data del disastroso evento, si è aggiunta la pandemia dovuta al Covid 19 e un cambio di Governo accentuando maggiormente il silenzio dei vari Ministeri competenti, allungando di fatto il ripristino dell’infrastruttura".

Ed ecco il presente: "Ad oggi, dopo un anno dallo stanziamento per il ripristino e la nomina di un Commissario per i lavori incaricato dal Ministero, nulla è ancora partito; il funzionario incaricato è nel frattempo andato in pensione lasciando vacante il posto, portando inevitabilmente ad uno stop delle procedure. La maggior parte dei lavoratori è in cassa integrazione, che scadrà a novembre 2021, e l’impianto non viene manutenuto da oltre un anno".

"I lavoratori di Funivie S.p.A. vogliono ringraziare pubblicamente chi si è fatto carico, in questo lungo periodo, di ascoltarci facendosi portavoce con le istituzioni nazionali, regionali e locali tenendo sempre alta l’attenzione portando a confrontarsi e a rendersi conto dei rischi che si correvano abbandonando un’infrastruttura come questa" scrivono i circa 70 operatori.

"Questo sentito ringraziamento va a tutti coloro i quali si sono spesi e prodigati per il bene di questa realtà - aggiungono -, ma particolarmente al Senatore Paolo Ripamonti e al consigliere regionale Roberto Arboscello i quali hanno tenuto alta l’attenzione sulla nostra vicenda".

Dopo l'approvazione in Commissione Bilancio del Senato dell'ordine del giorno presentato dal parlamentare leghista, che impegna il Governo a nominare un Commissario Straordinario per la gestione governativa di Funivie al fine di assicurare la continuità dell’esercizio una volta ripristinato l’impianto, ecco le richieste dei dipendenti: "Auspichiamo che, dopo il periodo di gestione commissariale, le Funivie vengano affidate ad un gestore che sappia valorizzare l’impianto diversificando sia i clienti che le rinfuse trasportate per evitare l’errore commesso di assegnarla ad un concessionario che la monopolizzi per i suoi traffici a scapito di altri".

"Sempre in questi giorni - continuano ancora nella loro dettagliata missiva - il consigliere regionale Roberto Arboscello ha portato all’attenzione del consiglio regionale, mediante un ordine del giorno numero 282, gli interventi urgenti di Funivie. Speriamo anche che quanto accaduto sia da stimolo per migliorare, diversificare e potenziare ulteriormente un impianto che potrà essere una risorsa per il territorio e dal punto di vista occupazionale".

"Ci auguriamo, infine per il bene dell’azienda che il Ministero valuti attentamente l’assegnazione della concessione per evitare il ripetersi degli eventi" concludono i lavoratori di Funivie.

Redazione

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