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Al direttore | 03 giugno 2021, 14:35

Museo Civico di Savona, l'Istituto Internazionale di Studi Liguri: "Quali sono le intenzioni dell'amministrazione ?"

Il professor Varaldo ribatte all'assessore Rodino e al sindaco Caprioglio: "Da oltre dieci mesi attendiamo una risposta dal Comune"

Museo Civico di Savona, l'Istituto Internazionale di Studi Liguri: "Quali sono le intenzioni dell'amministrazione ?"

Riceviamo e pubblichiamo la replica del professor Carlo Varaldo, presidente della sezione "Sabazia" dell'Istituto Internazionale di Studi Liguri, alle affermazioni dell'amministrazione savonese sulla gestione del Civico museo Archeologico e della Città.

"L’intervento tenuto dall’assessore alla cultura Doriana Rodino nel corso della Commissione Prima (n. 8) il 21 maggio - ed ampiamente ripreso dal sindaco Caprioglio nella seduta consigliare del 31 maggio - ci costringe ad intervenire, dal momento che da più di dieci mesi attendiamo una risposta da parte del Comune su quali siano le intenzioni sul Civico Museo Archeologico e della Città e i suoi rapporti con l’Istituto Internazionale di Studi Liguri, che quel Museo ha creato e gestito dal 1990.

Il 31 ottobre del 2016 il Museo veniva chiuso a causa della difficile situazione finanziaria del Comune e dal 16 dicembre di quell’anno, fino alla primavera del 2020, il Museo è stato gestito a titolo gratuito dall’Istituto di Studi LiguriA fronte di una spesa di 54mila euro versati annualmente dal Comune, fino al 2016, finalizzati all’assunzione di tre persone part-time che hanno consentito la gestione scientifica e l’apertura del Museo, in questi quattro ultimi anni la gestione da parte dell’Istituto di Studi Liguri senza costi di personale per il Comune, con tutta l’attività didattica e di ricerca, oltre naturalmente l’apertura (soprattutto nel fine settimana e in occasione dell’arrivo delle navi da crociera e delle attività didattiche con le Scuole), ha permesso al Comune di risparmiare quasi 200mila euro.

Ebbene, nel corso della riunione della Commissione del 21 maggio, l’assessore Rodino ha comunicato che il Comune intende versare all’Istituto di Studi Liguri per la gestione del Museo Archeologico la cifra di 10mila euro, cifra che già nell’incontro del 25 giugno 2020 avevamo sostenuto essere del tutto insufficiente.

Il Museo Archeologico è un museo civico, così come la Pinacoteca e il Pertini-Cuneo: per i Musei civici, sulla base dei dati pubblicati sugli organi di stampa, è prevista per il 2021 una spesa di oltre 350mila euro a fronte della conferma dei 10mila per l’Archeologico.

Sempre nel corso della Commissione l’assessore Rodino ha rimarcato che, mentre i beni esposti in Pinacoteca sono di proprietà comunale (il che non è del tutto vero, dal momento che vi sono esposti anche beni statali e di privati), quelli dell’Archeologico sono di proprietà statale. E’ incredibile come si sia potuto fare una tale affermazione: è evidente come i reperti portati alla luce negli scavi savonesi siano patrimonio indiscutibile della Città, parte significativa della sua storia, che, in quanto beni archeologici, sono naturalmente tutelati dallo Stato.

Non è neppure vero che nel Museo Archeologico non ci siano beni di proprietà comunale: basti pensare al rilievo marmoreo di età imperiale romana con la Scena venatoria, i mosaici del III secolo, l’urna sepolcrale del card. Agostino Spinola del 1522.  E’ al tempo stesso incredibile come abbia potuto esprimere giudizi sul maggior valore delle opere d’arte esposte in Pinacoteca rispetto a quello dei reperti archeologici, realtà che non possono in alcun modo essere confrontate. Così come non ha senso aver sostenuto che la maggiore antichità di fondazione della Pinacoteca giustifichi la differenza di trattamento economico rispetto al più recente Museo Archeologico, nato “solo” nel 1990!

Forse l’Assessore avrebbe preferito che tali importanti reperti archeologici venissero conservati a Genova, nei depositi della Soprintendenza e inaccessibili al pubblico! Proprio l’averne garantita l’esposizione in un Museo, a Savona, nella località del ritrovamento, secondo quella che è ormai una prassi consolidata, ha permesso di farli apprezzare nel contesto dal quale provengono (e consentito al Museo savonese di entrare nella terna vincitrice del Premio Francovich 2017 per il migliore museo italiano di ambito post-classico) ma, soprattutto, consentire alla Città di conoscere la sua storia, quella storia che solo la ricerca archeologica ci offre oggi la possibilità di approfondire in modo scientifico".

Lettera firmata

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