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Economia | 14 giugno 2021, 19:10

Autotrasporto, incontro tra Toti e le associazioni di categoria: "Fondamentale stabilire il livello di sostegno alle imprese per farle sopravvivere"

"Le condizioni per dare una sterzata ci sono, è evidente che la Liguria ha patito e sta patendo più di altre regioni"

Autotrasporto, incontro tra Toti e le associazioni di categoria: "Fondamentale stabilire il livello di sostegno alle imprese per farle sopravvivere"

Si è svolto questa mattina l’incontro tra il presidente di Regione Liguria Giovanni Toti, l’assessore del Comune di Genova alla Mobilità Matteo Campora e tutte le sigle dell’autotrasporto merci (Cna Fita, Confartigianato Trasporti, Fai, Fiap, Legacooperative, Trasportounito), dopo il blocco della categoria a seguito delle criticità e dei disagi al settore dei trasporti per la presenza dei cantieri autostradali in Liguria.

Un incontro che è servito a definire una piattaforma unitaria, di richieste condivise con le Istituzioni liguri, da sottoporre all’attenzione della vice ministro ai Trasporti Teresa Bellanova nell’incontro in programma giovedì 24 giugno. A cominciare dalla necessità di tenere insieme le istanze della sicurezza, con quelle della gradualità dei lavori.

“Abbiamo davanti cinque anni di lavori sulle tratte autostradali liguri – ha sottolineato il presidente di Regione Liguri Toti – per questo nel documento che verrà redatto e portato alla ministra chiediamo di tenere conto delle condizioni che in questo momento l’autotrasporto sta affrontando, fino a che non si ritornerà ad essere competitivi e non verranno realizzate, sia le opere di manutenzione, sia quelle infrastrutturali”.

Un periodo non facile è stato ribadito nel corso della riunione dai rappresentanti di tutte le sigle dell’autotrasporto e dal presidente di Regione, di fronte al quale il ministero deve dare risposte che dovranno tenere conto della particolare situazione della Liguria. Tra le richieste emerse: gli opportuni ristori non tassabili alle imprese di autotrasporto operanti sul territorio ligure, in continuità con quanto stanziato dal Decreto Genova, in considerazione degli enormi disagi patiti; un programma trasparente di tempistiche dei lavori da parte di Società Autostrade; il coinvolgimento dell’autotrasporto nella cabina di regia per individuare al meglio gli interventi in grado di mitigare l’impatto delle opere.

“In attesa di portare il sistema all’efficienza e di arrivare a un punto di equilibrio tra l’adeguamento infrastrutturale, normativo, e dei lavori pubblici– ha sottolineato Toti – è fondamentale stabilire il livello di sostegno alle imprese per farle sopravvivere. Come Regione Liguria ho scritto proprio venerdì al ministro delle Infrastrutture Giovannini affinché dia il via libera al progetto esecutivo della Gronda, un’opera fondamentale per alleggerire la circolazione autostradale sul Nodo di Genova. Lo incontreremo nei prossimi giorni e mi aspetto da lui risposte concrete in proposito. Le condizioni per dare una sterzata ci sono, è evidente che la Liguria ha patito e sta patendo più di altre regioni perché vale da sola il 50% delle merci italiane e perché rappresenta il primo sistema portuale d’Italia e il disagio di percorrenza da noi impatta sul Pil nazionale”.

“Sappiamo purtroppo che l’impatto dei cantieri programmati, sommati alle ispezioni ancora da fare (si parla di un paio di anni per terminare questa attività) e alle varie tempistiche di attuazione di opere infrastrutturali già definite, significherà per la Liguria affrontare almeno i prossimi due anni in una condizione di totale emergenza -. Spiega il referente sindacale di Cna Fita Liguria Roberto Gennai -. Quello che chiediamo alla politica e alle istituzioni è che i tempi in questa condizione siano i più brevi possibili. Ciò necessita di un coordinamento e di una regia di cui ad oggi sentiamo gravemente la mancanza. Richiediamo che l’autotrasporto venga preventivamente coinvolto per poter dare il proprio contributo in termini di soluzioni operative di minor impatto, e che venga riconosciuta una forma di ristoro sul modello di quella definita per il Ponte Morandi. Al netto della tragedia umana e delle vittime che ancora oggi urlano giustizia -, prosegue Gennai -, l’impatto sulla viabilità e sull’operatività delle imprese del territorio e dell’autotrasporto in particolare, sta producendo più danni da un anno a questa parte che nei due anni successivi al crollo del Morandi. Incidendo su un ben più ampio territorio e, di conseguenza, un maggior numero di imprese”.  

“Siamo quindi fiduciosi che la proposta del presidente Toti, che vedrà il coinvolgimento di tutti i soggetti presenti all’incontro coordinati dalla Camera di Commercio, possa far meglio comprendere al Ministero delle Infrastrutture e delle Mobilità Sostenibili l’estrema gravità della situazione. Lo stesso Presidente si è preso l’impegno presentare la piattaforma direttamente al Ministro Giovannini che vedrà nei giorni successivi all’incontro con la Viceministra. La Liguria con i suoi porti e i suoi traffici dovrebbe essere strategica per il nostro Paese, e la strategia non può certo essere quella di far fallire centinaia di imprese perché non più in grado di sostenere per così lungo tempo extracosti così importanti. Occorre che parte importante delle risorse da destinare per la questione autostrade, parliamo di circa 1,3 miliardi, siano destinate in Liguria. CNA Fita darà il proprio contributo affinché si riescano a trovare le giuste soluzioni, sperando di evitare di dover dichiarare un nuovo fermo dei servizi, che sarebbe una sconfitta per tutti” conclude il referente sindacale di Cna Fita Liguria Roberto Gennai.

Comunicato Stampa

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