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Sanità | 18 giugno 2021, 09:38

Covid, CUB Sanità incontra l'Asl 2: si è parlato dei lavoratori che non intendono vaccinarsi

E' stato un confronto conoscitivo dove il sindacato ha illustrato le ragioni per cui questa fetta di operatori del comparto sanitario non vuole sottoporsi alla vaccinazione

Covid, CUB Sanità incontra l'Asl 2: si è parlato dei lavoratori che non intendono vaccinarsi

Si è tenuta nella giornata di martedì 15 giugno una videoconferenza nel corso del quale i vertici dell'Asl 2 savonese hanno incontrato la CUB Sanità di Savona e Provincia, organizzazione sindacale che ha avuto un'improvvisa e sostenuta crescita degli iscritti nel momento in cui ha assunto, unica sul territorio, la difesa delle ragioni dei lavoratori del comparto della sanità che non sono disponibili a sottoporsi alla vaccinazione anti-Covid 19, nonostante la prospettiva di andare incontro alla sospensione dal lavoro e dalla retribuzione prevista dal D.L. 44 del 1/4/21 successivamente convertito in legge.

L’incontro, che aveva carattere conoscitivo, ha consentito alla CUB di esporre non solo le ragioni per cui questa fetta di lavoratori del comparto sanitario non intende sottoporsi alla vaccinazione, ma anche di evidenziare il rischio che correrà la sanità pubblica e privata nel momento in cui l’iter previsto dal D.L. 44 dovesse concludersi con una loro espulsione, oltretutto in un momento in cui tutti i lavoratori hanno il sacrosanto diritto, dopo lunghi mesi di doppi turni e straordinari massacranti, di potersi godere un breve periodo di ferie.

La CUB Sanità, che ha premesso di non essere pregiudizialmente contraria alle vaccinazioni, tanto che ha aderito convintamente alla campagna internazionale “No Profit on Pandemic”, ha quindi illustrato le ragioni per cui condivide le preoccupazioni dei lavoratori rispetto alla scarsa efficacia delle vaccinazioni in corso, dimostrata dal fatto che nessuno potrà essere esentato dal continuare a seguire rigidamente le misure di protezione individuali ed ambientali, ed alla loro intrinseca insicurezza per chi vi si sottopone rispetto i rischi per la salute a breve ma soprattutto a lungo termine, così come confermato dal crescente aumento delle segnalazioni di reazioni avverse, purtroppo a volte anche mortali.

L'organizzazione sindacale ha altresì sottolineato la necessità di una farmaco sorveglianza attiva, basata non solo sulle segnalazioni degli utenti ma su una iniziativa puntuale della sanità pubblica. L’Asl dal canto suo ha rimarcato, tramite il Direttore Amministrativo, la dottoressa Beatrice Boccia, il ruolo di convinto sostegno alla campagna vaccinale da parte dell’azienda che però, nell’applicazione del D.L. 44, ha un compito meramente esecutivo al quale non può ovviamente sottrarsi, nonostante le evidenti difficoltà cui andrà incontro nell’organizzazione del lavoro e nel cercare di garantire i servizi affidatigli.

La dottoressa Boccia ha ribadito che il compito di segnalare eventuali controindicazioni alla vaccinazione per motivi di rischio individuali spetta esclusivamente al Medico di Medicina Generale, e che a questi soggetti segnalati verrà data priorità nella ricollocazione in posti alternativi non a rischio di contatto col pubblico.

A conclusione dell’incontro è stata anche affrontata la questione di una possibile segnalazione dei lavoratori della costrizione operata nei loro confronti dal D.L. 44, da raccogliere sui moduli del Consenso Informato al momento della sua sottoscrizione, ipotesi respinta dalla Cub Sanità che ha sostenuto che il problema posto dai lavoratori riguarda fondamentalmente i rischi reali cui verrebbero sottoposti vaccinandosi e solo marginalmente quello della responsabilità penale e civile riguardo i possibili effetti avversi. 

Comunicato stampa

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