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Savona | 26 giugno 2021, 08:35

Savona, asilo nido Quadrifoglio in gestione ai privati? Lettera aperta dei genitori all'amministrazione

Hanno scritto al sindaco, al vicesindaco, al dirigente comunale e all'assessore Romagnoli che ha incontrato una delegazione

Savona, asilo nido Quadrifoglio in gestione ai privati? Lettera aperta dei genitori all'amministrazione

Una lettera aperta scritta dai genitori dei bimbi dell'asilo nido Quadrifoglio di via Chiappino a Savona consegnata in comune lo scorso giovedì 24 giugno e indirizzata al sindaco Ilaria Caprioglio, al vicesindaco Massimo Arecco, all'assessore ai servizi sociali e alle politiche scolastiche Ileana Romagnoli (che ha incontrato una delegazione) e al dirigente dell'attività sociali ed educative Walter Ziliani per far presente il disagio dovuto al prossimo passaggio del servizio ai privati.

"Siamo i genitori dell’asilo nido Quadrifoglio di Savona e con la presente desideriamo raccontarvi la nostra esperienza di questa realtà educativa. Cosa si aspetta un genitore affidando, ciò che ha di più prezioso, il proprio figlio, a un’altra persona? Il meglio.

La risposta sembra scontata, ma nel nostro caso non descrive in modo soddisfacente la meravigliosa e impagabile alchimia che le educatrici dei nostri figli sono riuscite, in tutti questi anni, a creare con grandi umanità e professionalità. Ciò è apparso in modo ancora più evidente in questo periodo così preoccupante ed incerto, in cui hanno dimostrato una grande capacità di trasformare un momento di difficoltà in una potente opportunità educativa.

Hanno così destrutturato la relazione con i bambini, l’ambiente, gli strumenti educativo-didattici e loro stesse, ponendosi in atteggiamento di ascolto, come guide e osservatrici ancora più attente. In questi lunghi anni il personale del nido ha sempre voluto costruire un rapporto autentico puntando sull’accoglienza dei bambini e delle loro famiglie, riuscendo a creare un clima positivo, offrendo anche la possibilità di vivere una mattinata con i propri figli attraverso l’esperienza del “nido aperto”.

Anche se in modo diverso questo importante legame è stato mantenuto, nonostante la distanza, durante il lockdown, attraverso video con letture di storie, canzoni, proposte di esperienze da realizzare a casa, condivisione di foto, video, messaggi vocali dei compagni. Grazie a tutto questo non ci siamo sentiti soli, ma vicini, proprio come una grande famiglia e i bambini, che hanno ripreso la frequenza del nido a settembre, sono riusciti a rientrare serenamente nonostante il lungo periodo di lontananza da compagni ed educatrici e l’assenza di un tempo per reinserirsi nella vita del nido, cosa che non era per niente scontata. La proposta educativa è sempre stata inclusiva, facendo interagire frequentemente i bambini di entrambe le sezioni con scambio delle educatrici. Questo aspetto fondamentale e prezioso però, è stato messo a dura prova dalle nuove regole dettate dall’emergenza sanitaria in corso, che ha costretto a separare le sezioni in due bolle non comunicanti.

Anche questa volta le educatrici sono riuscite a rielaborare una fase di crisi rinnovandosi, riscoprendo una realtà che alcune avevano già nel cuore da tempo: vivere appieno il giardino favorendo e ricreando il legame bambino-natura-interiorità in un’ottica di outdoor education. Dopo i progetti incentrati sulla “lentezza” e sulla “gentilezza” degli anni precedenti, quest’anno il filo conduttore è stato la “fiducia ” nei bambini, lasciandoli liberi di esprimersi, sperimentare con tutto il corpo, sbagliare, alimentando la loro curiosità, ognuno con i suoi tempi e le sue inclinazioni.

Sono nati così due progetti integrati fra loro:

- “Noi piccoli esploratori”: è stato proposto ai bambini materiale naturale e/o riciclato ed eco-sostenibile creando situazioni favorevoli per fargli vivere l’esperienza in modo semplice, assaporandola con tempi lenti, senza dover necessariamente produrre un elaborato, perché il valore sta in ciò che i bambini vivono e in ciò che questo smuove dentro ognuno di loro: sensazioni, emozioni, osservazioni e domande.

- “Giocare con le luci” (un progetto innovativo che è stato oggetto di un intervento formativo all’interno del corso di Metodologia del gioco del corso di laurea in Scienze dell’educazione e della formazione dell’Università degli Studi di Genova): una stanza buia, ciotole di carta con farina, cacao, cannella…, cucchiaini in legno, alghe secche come pennelli, foglie, scatole trasparenti in cui si inseriscono delle piccole luci che possono essere toccate dai bambini, perché alimentate a pile non si surriscaldano; tutto è a disposizione, la stanza rimane in silenzio, solo una musica in sottofondo e le loro voci sommesse; gli adulti osservano, grati di condividere il momento. La luce si trasforma e modifica ciò che incontra, oggetti, volti, mani…,sollecita la curiosità, offre l’opportunità di porsi domande spesso silenziose, conduce i bambini verso scoperte a volte concrete, a volte impalpabili ed emozionanti, è divertimento, ricerca e stupore.

Lasciarsi trasportare attraverso le vie suggerite dai bambini genera ogni giorno meraviglie e fa nascere frutti a volte inaspettati, come la grande autonomia raggiunta dai nostri bambini alla fine di queste esperienze, una risorsa di cui le educatrici faranno tesoro per riprogettare negli anni futuri. In questo modo, quanto vissuto durante gli anni permette loro di riformulare e perfezionare le metodologie educativo-didattiche creando percorsi con una visione più ampia e proiettata verso il futuro dei bambini.

Il ruolo dell’educatore dei servizi per l’infanzia, spesso sottovalutato e sottostimato necessita infatti di un bagaglio di conoscenze, competenze, di amore per i bambini e per il proprio lavoro, perché rivolto ad una fascia d’età delicata ma fondamentale per lo sviluppo psico-sociale, affettivo e relazionale, emotivo, cognitivo e motorio delle donne e degli uomini di domani. E’ quindi un ruolo di grande responsabilità che non tutti possono svolgere.

Crescere i figli non è mai stata e non è una cosa facile e spesso ci lamentiamo delle carenze di aiuto da parte del servizio pubblico; come abbiamo scritto, quello che noi invece abbiamo trovato e scoperto con grande serenità attraverso l’esperienza dei nostri figli al nido è una preziosissima realtà ricca di risorse, di idee, di passione e di grande esperienza. Per queste ragioni possiamo solamente dire grazie a tutti gli operatori che hanno accompagnato noi e i nostri figli in questa splendida avventura ..e manifestare apertamente il nostro desiderio che questa realtà possa non solo continuare, ma anche contagiarne altre.

In qualità di genitori, alcuni di noi educatori e insegnanti, tutti noi cittadini di questa preziosa società, sentiamo grande responsabilità e volontà di partecipazione nel chiederVi di fare in modo che l'educazione delle generazioni future si sviluppi invero come avviene ogni giorno nel nostro asilo nido".

Redazione

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