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Attualità | 21 luglio 2021, 16:17

Lo sblocco dei licenziamenti preoccupa sempre più: i sindacati savonesi proclamano lo sciopero dei metalmeccanici il 30 luglio

Gli operai incroceranno le braccia per due ore non solo per difendere i posti di lavoro, ma anche per una riforma degli ammortizzatori sociali e chiedere investimenti mirati col Recovery Fund

Lo sblocco dei licenziamenti preoccupa sempre più: i sindacati savonesi proclamano lo sciopero dei metalmeccanici il 30 luglio

Dopo lo sblocco dei licenziamenti voluto dal governo Draghi e dalla Confindustria, nei giorni scorsi alcune aziende e multinazionali (Gkn, Whirlpool, Gianetti Ruote ed altre ancora) hanno avviato le procedure per il licenziamento di centinaia e centinaia di lavoratori.

A tal proposito, Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm hanno così indetto per la giornata di venerdì 30 luglio uno sciopero per le ultime due ore di ogni turno di lavoro in tutte le aziende metalmeccaniche della provincia di Savona.

"Si tratta di decisioni inaccettabili - commentano in una nota unitaria le segreterie provinciali di categoria dei sindacati - che colpiscono l’insieme del mondo del lavoro, che vanno contrastate con fermezza da tutti i metalmeccanici per difendere l’occupazione ed il reddito dei lavoratori, per impedire la riduzione della capacità industriale del paese, per evitare che altre aziende seguano questi negativi esempi e per rivendicare allo stesso tempo investimenti e politiche industriali in tutto il territorio nazionale". 

Per porre un rimedio a quella che potrebbe trasformarsi in una emorragia occupazionale dalle dimensioni immani, l'invito di Cgil, Cisl e Uil e ancora una volta rivolto al cosiddetto Recovery Fund: "Le ingenti risorse pubbliche messe a disposizione dalla comunità europea sul Pnrr vanno utilizzate per innovare il sistema produttivo del Paese, per realizzare la transizione ecologica e digitale, per dare soluzioni alle tante crisi aperte e per creare nuova e stabile occupazione".

"Per fare questo occorre riformare gli ammortizzatori sociali rendendoli universali ma anche vincolare le ingenti risorse pubbliche destinate alle imprese a precisi vincoli sociali quali la difesa dell’occupazione, il superamento della precarietà lavorativa, la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro" aggiungono però i sindacati savonesi.

"Per tutte queste ragioni occorre mobilitarsi e chiedere al Governo di intervenire presso la Confindustria per bloccare i licenziamenti, rispettare l’avviso comune sull’utilizzo degli ammortizzatori sociali sottoscritto con Cgil Cisl e Uil, dare soluzioni alle crisi aperte, aprire con il sindacato tavoli di confronto nei principali settori industriali a partire dall’automotive, dalla siderurgia, dall’elettrodomestico" continuano.

Scioperiamo pertanto, tutte e tutti, per dire no ai licenziamenti, per riformare gli ammortizzatori sociali e difendere l’occupazione, per dare finalmente soluzioni concrete e positive alle crisi aziendali aperte, per vincolare gli investimenti del Pnrr ad una occupazione stabile e ad un lavoro in salute e sicurezza e per impedire alle multinazionali e ai fondi di investimento di speculare e distruggere l’industria e il lavoro” riassumono in conclusione Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm.

Redazione

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