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Eventi | 21 luglio 2021, 17:08

Calice, le storie dal confine orientale raccontate nella presentazione del nuovo libro di Elisabetta Bertolotti

"Il confine orientale tra Fiume e Trieste - Storie di due porti franchi", sarà presentato alle 21 presso la Casa del Console di Calice

"La proclamazione del porto franco di Trieste", di Cesare Dall'Acqua, è l'immagine di copertina del libro di Elisabetta Bertolotti

"La proclamazione del porto franco di Trieste", di Cesare Dall'Acqua, è l'immagine di copertina del libro di Elisabetta Bertolotti

Sabato sera all'insegna della cultura quello del 24 luglio presso la Casa del Console di Calice Ligure dove, allre ore 21, l'appassionata di storia e di scrittura Elisabetta Bertolotti presenterà il suo ultimo libro "Il confine orientale tra Fiume e Trieste - Storie di due porti franchi", edito da Prospettiva.

Si tratta di un breve saggio divulgativo che a partire approfonditamente dalla prima metà del 18esimo secolo, quando le due città mitteleuropee divennero per volere asburgico due porti franchi, conduce al secondo dopoguerra in quella che si può senza ombra di dubbio definire una delle regioni italiane di confine tra le più pregne di storia, spesso molto travagliata.

Un libro che, attraverso un filo storico, consente al lettore di fare capolino tra una serie di curiosità storiche, gastronomiche, artistiche, sociali e di costume raccontate con diverse vicende riscoperte con un attento e minuzioso lavoro di ricerca dall'autrice, spinta dalla passione per quei luoghi a noi liguri lontani e di cui aveva già trattato nel suo primo libro "Una famiglia qualunque".

Insieme al docente dell'Università di Genova e storico finalese Fabio Caffarena, ci si addentrerà conversando non solo nelle vicende storiche del Triveneto e di quella che è l'attuale terza città della Croazia conosciuta come Rijeka, ma anche in alcune narrazioni sconosciute ai più, ma caratterizzanti epoche e territori sempre molto fertili socialmente e culturalmente parlando.

Dal periodo degli imperatori d'Austria passando per le imprese di d'annunziana memoria, l'industria manifatturiera del tabacco di Rovigno fino alle foibe, con particolare attenzione a quella di Basovizza. Il tutto con un alone di "femminismo" sottolineando il ruolo, tutt'altro che secondario, delle donne in queste vicende.

Redazione

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