Politica - 29 agosto 2021, 15:38

Ex oleificio Roveraro a Borghetto, il sindaco Canepa: "Nessuna decisione, né ci sono stati o ci saranno accordi nelle segrete stanze"

"La soluzione migliore resta quella di mantenere i minori volumi possibili in una zona dove non ci sarebbe nuovo sfruttamento di territorio"

"Non riesco a comprendere tutto questo clamore suscitato dall’articolo di Maritano sulla Roveraro. Non è stata assunta nessuna decisione sul possibile percorso che dovrebbe portare alla riqualificazione delle aree né ci sono stati o ci saranno accordi nelle segrete stanze. L’organo preposto a questi atti è il Consiglio Comunale e li verranno discusse e votate eventuali proposte o progetti". Così Giancarlo Canepa, sindaco di Borghetto Santo Spirito, replica alle considerazioni del consigliere di minoranza Giancarlo Maritano in merito al progetto sulle aree dismesse dell’ex oleificio Roveraro.

"Ha ragione Maritano quando dice che è un problema irrisolto da quarant’anni, sarebbe interessante indagarne le motivazioni - prosegue Canepa - Se una colpa ha avuto la mia amministrazione è quella di essersene occupata e come sempre, nell’esclusivo interesse della comunità borghettina, stiamo vagliando tutte le possibili opzioni senza preconcetti. Sarebbe stato più comodo e ipocrita proseguire sulla falsariga di chi ci ha preceduto, calciando la palla in avanti. E invece ce ne stiamo occupando perché sarebbe, a mio avviso, una colpa grave rimanere inermi tappandosi naso, occhi e orecchie nella speranza che succeda o forse che non succeda, qualcosa. Detto ciò, occorre chiarire alcuni punti: la proprietà è privata e, forzatamente, per risolvere la problematica occorre che vi sia un percorso condiviso. La Regione ha certificato che in loco vi sono 10.000 mq di superficie edificatoria utile (ipotizzando alloggi di 40/50 mt è facile quantificarne la quantità). Nel PUC attualmente fermo al TAR, avevamo, come consentito dalle norme, ridotto i volumi a poco più 7.000 mq nel caso fossero rimasti in loco. Nel caso fossero trasferiti in aree del paese non ancora edificate, la Regione ha invece previsto una premialità del 30% che significa 13.000 mq utili (quasi il doppio)".

"A mio parere, visti i diritti comunque legittimi dei proprietari, la soluzione migliore resta quella di mantenere i minori volumi possibili in una zona dove non ci sarebbe nuovo sfruttamento di territorio, anzi, al contrario grossa parte verrebbe resa ai cittadini e non ci sarebbero nuove costruzioni in aree attualmente verdi e il tutto dovrà essere progettato nel massimo rispetto per l’ambiente con l’adozione di tutte le possibili soluzioni green e ecosostenibili. Poi se nell’attuale sede sia meglio realizzare una torre di 22 piani, due palazzoni da 11, tre palazzi da 7 (anzi 2 da 7 e uno da 8) o 11 casette da due piani sarà oggetto di confronto e discussione nelle sedi opportune. È chiaro che più ci si spingerà in altezza e maggiori saranno gli spazi resi ai cittadini che potranno essere allestiti a parco, a parcheggi ecc... Al di là di quello che poi sarà, credo che l’importante sia agire per eliminare il degrado, riqualificare un’area che non può che essere resa alla cittadinanza nel miglior modo possibile dopo anni di sopportazione delle attuali condizioni. Dopo quarant’anni di degrado è sacrosanto che vi sia un’indennizzo per i borghettini" conclude infine il primo cittadino.

Redazione