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Cronaca | 21 settembre 2021, 18:25

Processo Tirreno Power, l'azienda: "Emersa tutta l’inconsistenza delle tesi di Scarselli"

Il commento dopo l'udienza tenutasi quest'oggi in Tribunale a Savona: "Affermazioni superficiali, non verificate o basate su modelli e protocolli adattatati in modo personale a un proprio teorema"

Processo Tirreno Power, l'azienda: "Emersa tutta l’inconsistenza delle tesi di Scarselli"

"Una deposizione ricca di 'non so', 'non ricordo', 'non ho verificato' quella di oggi di Stefano Scarselli nell’udienza per il processo Tirreno Power. L’udienza ha messo evidenza la superficialità delle affermazioni espresse nelle sue consulenze tecniche basate spesso non su conoscenze proprie ma su informazioni raccolte da altri tecnici, talvolta nemmeno coinvolti nell’inchiesta, con dichiarazioni acquisite e non sempre verbalizzate e spesso senza che fossero svolte le doverose verifiche". Così, attraverso una nota ufficiale, l'ufficio stampa di Tirreno Power dopo l'udienza di quet'oggi tenutasi presso il Tribunale di Savona.

"La stessa modellistica su cui si fondano tutte le deduzioni sui licheni è stata sviluppata usando un software che lo stesso Scarselli ha ammesso di non sapere se nemmeno sia certificato a differenza dei modelli che lui ha confutato e che vengono adottati dagli organismi di controllo in tutto il mondo - proseguono da Tirreno Power - Di fatto solo il modello di Scarselli giunge a conclusioni diverse da quelle di tutti gli enti che hanno dimostrato con dati ufficiali su protocolli scientifici validati che a Savona l’aria è sempre stata ottima e la qualità dell’aria dopo la chiusura della centrale è identica a com’era prima. Scarselli ha ammesso ad esempio di avere calcolato l’impatto della centrale come se avesse funzionato sempre, 365 giorni all’anno 24 ore al giorno, fatto ben lontano dalla verità. Non ha chiarito se le sue mappe di ricaduta degli inquinanti siano coerenti coi criteri dei modelli stabiliti dalle norme sulla protezione dell’ambiente e della salute".

"Ha poi affermato di ritenere ininfluente per le sue analisi ambientali la grande discarica di Bossarino e il movimento dei mezzi che vi si recano, vicino alla quale era stata posta una stazione per il monitoraggio. Così come ha giudicato 'trascurabile' l’apporto delle biomasse, della combustione della legna, che sulle concentrazioni di polveri pesano secondo i dati di alcune Regioni per quasi il 50% e attribuendo invece queste polveri tra le emissioni della centrale. Scarselli ha ammesso di non avere verificato quali fossero i protocolli relativi alla gestione del carbonile o alla movimentazione del carbone pur essendo oggetto della sua relazione. Ha affermato vi siano stati 'numerosi superamenti del parametro polveri' quando poi approfondendo il tema si è rivelato che i suoi dati sono stati elaborati su base quinquennale e che non vi è mai stato un superamento dei limiti di legge in nessun periodo. Anche su altri inquinanti, a domanda diretta, ha riconosciuto che non sono mai stati registrati superamenti dei limiti stabiliti dalle normative".

"Da questa giornata è emersa in modo evidente tutta l’inconsistenza delle tesi di Scarselli, con affermazioni superficiali, non verificate o basate su modelli e protocolli adattatati in modo personale a un proprio teorema" concludono da Tirreno Power.

Redazione

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