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Cronaca | 23 settembre 2021, 15:30

Fallimento "Al Saraceno Group", condannato a 5 anni e 4 mesi l'imprenditore Massimo Medesani

Ieri la sentenza del Collegio del Tribunale, assolto invece l'altro imputato Fausto Fereccio

L'albergo Al Saraceno di Varigotti

L'albergo Al Saraceno di Varigotti

5 anni e 4 mesi per Massimo Medesani e assoluzione per tutti i capi d'imputazione per Fausto Fereccio.

Questa la sentenza di condanna del collegio del Tribunale di Savona, presieduto dal giudice Marco Canepa nei confronti dell'imprenditore in merito al fallimento della società “Al Saraceno Group”, che si occupava della gestione delle omonime strutture ricettive-alberghiere di lusso a Varigotti, ad Alassio ed in Sardegna.

L'intricata vicenda giudiziaria che aveva visto coinvolto e rinviato a giudizio proprio Medesani e in seconda battuta anche Fereccio (avevano patteggiato un anno e dieci mesi con la sospensione condizionale Francesco Vendruti e Fabrizio Ferrari) era iniziata nel 2016, dopo complesse e articolate indagini della guardia di finanza, con gli arresti domiciliari per l'imprenditore e si è conclusa in primo grado con la lettura del dispositivo.

Medesani, secondo la Procura e il Pm Claudio Martini come esposto nella sua requisitoria, avrebbe distratto dalle casse della società che amministrava, un'ingente somma per farla confluire in una fiduciaria in svizzera, grazie all'aiuto di Vendruti e Ferrari. Un'altra cifra invece sarebbe stata sottratta alla società che poi è fallita e sarebbe stata trasferita attraverso un conto del Principato di Monaco.

Sarebbe stata anche inscenata la vendita di arredamenti ed attrezzature della fallita società Hotels & Residences Resort (Al Saraceno che gestiva gli alberghi aveva infatti in affitto il ramo d'azienda dalla Geo Gestioni Immobiliari) con inoltre importanti prelievi da una carta di credito aziendale per spese personali.

Per la finta vendita degli arredi sarebbe stata coinvolta anche una sorta di "testa di legno" che sarebbe poi diventata amministratore unico di Al Saraceno. Le distrazioni infatti sarebbero quindi state coperte tramite prestanomi e fatture inesistenti.

Il Pm inoltre avrebbe richiesto la confisca di 137mila euro presenti in un conto nel Principato di Monaco.

Luciano Parodi

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