Non solo Savona davanti alla Prefettura. La voce dei dipendenti di Finale Ambiente circa il rinnovo del contratto collettivo nazionale del lavoro per i servizi ambientali si è alzata anche davanti al Palazzo di Città finalese con un presidio nella mattinata.
Al centro delle rimostranze di lavoratori della società multiservizi partecipata ad ampia maggioranza del comune di Finale Ligure i temi sollevati anche dai sindacati a livello nazionale, con le contrattazioni per il rinnovo del Ccnl in stand-by da 27 mesi.
Tra le varie proposte delle associazioni datoriali rigettate dai sindacati confederali, a preoccupare maggiormente i lavoratori della partecipata e i colleghi di tutta Italia sono i punti in particolar che porterebbero un'estrema flessibilità circa gli orari di lavoro, con un possibile ricorso alla temuta cassa oraria che potrebbe portare ad avere turni lunghi ed estenuanti nei periodi dell'anno di più intensa attività e addirittura a giornate intere di stop nel resto dell'anno, e quindi un aumento del precariato, oltre all'incisività del nuovo contratto proposto sulla rappresentanza aziendale dei dipendenti e un mancato riconoscimento delle professionalità.
Una voce su problematiche di respiro nazionale portata all'attenzione dell'Amministrazione comunale alla quale però sono poi stati chiesti, nel corso di un breve incontro svoltosi col vice sindaco Andrea Guzzi, il quale detiene la delega all'Ambiente e all'Igiene Urbana, chiarimenti circa il futuro della società nell'ottica del passaggio all'Ato unico dei rifiuti.
L'incontro è avvenuto proprio al termine di una riunione in cui la giunta finalese è stata coinvolta insieme alle altre entità coinvolte dalla questione. Ancora nessuna certezza sulla configurazione dell'azienda che gestirà il ciclo dei rifiuti (Sat), ma Guzzi ha garantito ai lavoratori che il Comune farà la propria parte per garantire i livelli occupazionali attuali.