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Politica | 23 novembre 2021, 14:52

Culle per la vita, PD: “Una campagna informativa sul parto in anonimato e le culle per la vita è riduttiva”

"Serve invece rafforzare la rete dei consultori per un sostegno concreto alle donne non solo alla fine della gravidanza"

Culle per la vita, PD: “Una campagna informativa sul parto in anonimato e le culle per la vita è riduttiva”

"Una campagna informativa sul parto in anonimato e le culle per la vita è riduttiva, serve invece rafforzare la rete dei consultori per un sostegno concreto alle donne non solo alla fine della gravidanza. Dalla maggioranza le solite scelte ideologiche. Bocciato l’emendamento del Partito Democratico che chiedeva di modificare l’impegnativa della mozione presentata da Forza Italia sulla realizzazione di una campagna informativa su parto in anonimato e culle per la vita, e di potenziare la rete dei consultori, sede centrale nella tutela della maternità così come previsto dalla legge 194": è quanto si legge in una nota del Pd regionale.

“È riduttivo parlare solo di una campagna informativa - prosegue la nota - su parto in anonimato e presenza delle culle per la vita perché non entra nel merito della presa in carico e della cura della donna in attesa di un bambino. Per questo abbiamo votato 'no’. Quello che serve davvero, invece, è potenziare i consultori per dare alle donne un sostegno concreto, non solo alla fine della gravidanza, ma per tutto il tempo d’attesa. Perché una donna che abbandona un bambino vuol dire che non ha trovato nessuno che l’ha accompagnata: prima, durante e dopo il parto. Dalla maggioranza una chiusura figlia di scelte ideologiche che non vogliono entrare nel merito”.

“Non servono i manifesti - conclude la nota - che promuovono le culle per la vita, il problema dell’informazione deve essere legato alla rete della prevenzione che parte proprio dai consultori, che sul territorio possono essere un sostegno concreto, perché i motivi per cui una donna decide di abbandonare il proprio bambino, non sono solo economici, ma si tratta di situazioni molto più complesse, ed è a questo che bisogna dare risposte, prima che la donna arrivi alla decisione di abbandonare il proprio figlio”.

Comunicato stampa

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