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Politica | 08 dicembre 2021, 12:51

Crisi industriali savonesi, ancora nessun incontro in programma al Mise. Pasa (Cgil): "Promesse disattese dal ministro Giorgetti. 3mila lavoratori in attesa"

"La politica tutta dimostri la propria autorevolezza per il bene del territorio. Al contrario si rischia di compromettere per sempre asset fondamentali per l'economia savonese e ligure"

Crisi industriali savonesi, ancora nessun incontro in programma al Mise. Pasa (Cgil): "Promesse disattese dal ministro Giorgetti. 3mila lavoratori in attesa"

Restano ancora oltre 3mila gli occupati delle aziende coinvolte nelle diverse crisi industriali del savonese, in balìa delle "non decisioni" del Governo e dei Ministri.

L'allarme è lanciato dal segretario di Cgil Savona, Andrea Pasa, che ricorda come l'impegno assunto dal ministro allo Sviluppo Economico, Giancarlo Giorgetti, lo scorso 12 settembre a Savona davanti ai sindacati confederali e ai lavoratori delle imprese in crisi sia stato "abbondantemente disatteso" con ancora "nessun incontro calendarizzato su nessuna delle vertenze aperte sul territorio savonese".

"Il sindacato confederale savonese e le categorie sono impegnati ogni giorno a trovare soluzioni per garantire occupazione, sviluppo e difesa dell’industria presente sul territorio, lo testimoniano le tante proposte costruite in questi ultimi anni da parte di Cgil, Cisl e Uil Savona sui vari temi (sviluppo, sanità, infrastrutture e crisi industriali) ciò che è totalmente assente è la politica nazionale" continua Pasa.

"Siamo di fronte ad una situazione mai vista, almeno negli ultimi vent'anni - sottolinea il segretario Cgil - A partire dal mese di febbraio e poi ripetutamente nei mesi di marzo, aprile, maggio e fino al mese di settembre, quando abbiamo incontrato a Savona i ministri Giorgetti e Orlando, in occasione delle elezioni amministrative del Comune di Savona, le organizzazioni sindacali, i sindaci, gli assessori regionali, il presidente della Provincia, i parlamentari del territorio e il Prefetto hanno chiesto più volte al Ministro Giorgetti (per il Mise) la calendarizzazione delle riunioni relative alle crisi Industriali Savonesi più delicate  Piaggio Aerospace, LaerH, Bombardier, Sanac (che interessano oltre 3 mila Lavoratrici e Lavoratori nella sola provincia di Savona) e da oltre otto mesi non hanno nessuna risposta".

"Solo impegni a parole ma mai una convocazione ufficiale - afferma Pasa - e nel frattempo le crisi, tutte o in parte, rischiano di arrivare al punto di non ritorno. Non basta più l’interessamento di pochi pochissimi parlamentari del territorio, servono riscontri concreti, serve che la politica nazionale metta in campo soluzioni per rilanciare il comparto industriale  savonese in settori strategici per l’intero Paese: l’aerospazio, il ferroviario, le infrastrutture e la siderurgia".

Per il sindacato la necessità è quindi quella di "una risposta forte e chiara da parte del ministro Giorgetti e più in generale del governo Italiano, senza un intervento dello Stato che ha la responsabilità politica di tracciare una strada seria e concreta per ognuno di questi settori" per non continuare "con l'ansia di non sapere cosa accadrà domani" perché, ribadisce ancora pasa, "contrariamente si rischia di compromettere per sempre asset fondamentali per l'economia savonese e ligure, oltre che continuare a negare le garanzie occupazionali dovute a migliaia di lavoratori e lavoratrici di questo territorio". 

"È arrivato il momento dei fatti. Oggi e non domani. La politica regionale tutta utilizzi la propria autorevolezza, se esiste, per pretendere la calendarizzazione degli incontri. Non si 'usi' a fini propagandistici da parte delle forze politiche regionali e nazionali tutte il tema delle 'crisi industriali' ma si lavori per ricostruire, si lavori per il bene del territorio che siete stati chiamati ad amministrare e rappresentare" ammonisce il massimo rappresentante della Cgil savonese.

"La politica locale e regionale rischia di essere poco credibile perché poco autorevole nei confronti delle istituzioni nazionali, quando si parla di lavoro, sviluppo, occupazione ma soprattutto quando si parla di lavoratrici e lavoratori" conclude quindi Pasa.

Redazione

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