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Sanità | 09 gennaio 2022, 08:00

Matteo Bassetti: "Le scuole? Possono riaprire in sicurezza. Sono sconcertato sulla proposta di un rinvio"

Secondo il primario di Malattie Infettive a San Martino, "con Omicron il virus si è umanizzato, dobbiamo dire grazie ai vaccini. L’obbligo vaccinale? Andava fatto molto prima, ormai è tardivo"

Matteo Bassetti: "Le scuole? Possono riaprire in sicurezza. Sono sconcertato sulla proposta di un rinvio"

“Dopo Omicron? Spero che non arrivi qualcosa di peggio. Quel che è certo, è che Omicron contagerà il mondo intero. Ma è un Coronavirus molto più attenuato rispetto alle precedenti varianti del Covid e, in molti casi, provoca solo un normale raffreddore. Possiamo tranquillamente dire che il virus si è umanizzato, mentre prima era molto più animalesco”. A spiegare la situazione è Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie Infettive dell’ospedale San Martino di Genova. “Dobbiamo dire grazie ai vaccini se siamo in questa situazione sicuramente più gestibile, anche se ancora difficile. Non mi stancherò mai di dirlo”.

Professor Bassetti, com’è l’attuale situazione degli ospedali liguri?

“Qui a San Martino siamo abbastanza tranquilli. A parte qualche giorno intorno a Natale, non siamo mai andati in grossa difficoltà e siamo riusciti a gestire bene il turn over. Parlo di ospedalizzati nei reparti ordinari, mentre quelli in terapia intensiva non sono legati al nostro reparto. Siamo diventati molto più bravi e più esperti a gestire i pazienti ospedalizzati per il Covid, rispetto al 2020 possiamo dire di aver fatto notevoli passi in avanti”.

Lei è stato tra i primi a utilizzare gli anticorpi monoclonali e, ora, anche la nuova pillola per curare il Covid.

“Io ho sempre detto che i vaccini sono fondamentali a livello di prevenzione. E da lì non si scappa. A livello medico, ormai, utilizziamo moltissimi farmaci: antivirali, cortisonici, gli anticorpi monoclonali, la nuova cura che è arrivata nei giorni scorsi e che abbiamo cominciato a somministrare in alcune Rsa. Gestiamo le cure sia dei pazienti che rimangono a casa o presso le case di cura, sia le cure dei pazienti in ospedale, come ovvio. Dall’inizio della pandemia sono passate di qui almeno quattromila persone con il Covid, non sono certamente poche”.

Quindi sono stati fatti progressi?

“Sicuramente, ne sono stati fatti moltissimi. Nel campo delle malattie infettive, si è andati avanti di più negli ultimi due anni che negli ultimi cinquanta in tutto. E questo sforzo straordinario da parte di tutta la comunità scientifica ci ha permesso di mettere la pandemia praticamente all’angolo”.

Alcuni suoi colleghi sostengono che il Covid in forma violenta non esista più…

“Proprio che non esista più non sono d’accordo. Io continuo a vedere Tac dove il Covid ha avuto effetti devastanti. C’è da dire che sono quasi sempre Tac di persone non vaccinate. Mettiamola così: il Covid violento non esiste più per le persone che si sono vaccinate. Per i no Vax, invece, esiste ancora. Io ritengo che Omicron colpirà tutte le persone non vaccinate entro i prossimi tre mesi. Sta a loro la scelta, se sottoporsi alle dosi o meno. Qualcuno morirà di Covid, qualcun altro finirà in terapia intensiva. Ripeto, è una loro scelta. Noi gli effetti del Covid nelle persone non vaccinate li abbiamo spiegati in mille modi”.

Scuole riaperte il 10 gennaio, anche se molti presidi chiedono due settimane in Dad: che ne pensa?

“Io sono francamente sconcertato. Le scuole sono già state chiuse sin troppo e i ragazzi ci hanno rimesso sin troppo con queste chiusure e con la didattica a distanza. Riaprire in sicurezza si può”.

Omicron dilaga, ma con effetti meno gravi rispetto a Delta e alle precedenti varianti. Va rivisto il sistema delle quarantene?

“Ma è ovvio. Dev’esser rivisto per forza. E bisogna farlo subito, non è possibile aspettare. Tra qualche giorno, avremo il Paese interamente bloccato per via di persone chiuse a casa, costrette a stare in quarantena e che hanno solamente un banale raffreddore. Vanno trovate delle soluzioni affidandosi alla medicina, non alla biologia. Questa la trovo una cosa scandalosa”.

Che cosa pensa del nuovo obbligo vaccinale introdotto dal Governo?

“L’obbligo vaccinale? Io credo che sia troppo tardi, avremmo dovuto farlo prima. L’obbligo vaccinale, se si voleva farlo, andava fatto a ottobre, magari per tutti gli over 40. Siamo in ritardo, continuiamo a farci rincorrere dal virus. E invece dovremmo essere noi ad anticiparlo”.

Quarantene e sanitari, anche qui regole da rivedere?

“Si deve tornare a marzo e aprile 2020, quando anche se eri positivo la quarantena non la faceva nessuno e andavi a lavorare. Sulla quarantena dei sanitari bisogna intervenire in maniera diversa, perché non possiamo rischiare di avere ospedali che non vanno avanti perché c’è qualcuno asintomaticamente positivo dopo tre dosi di vaccino. E su questo è necessario che intervenga il Governo. I medici devono andare a lavorare, con mascherine Ffp2, perché se fai un lavoro che non può essere sostituito, come nel caso dei medici e degli operatori sanitari, il danno che crei è maggiore se non lavori”.

Nei giorni scorsi ha parlato di ‘tamponificio’…

“Siamo in una fase di iper circolazione del virus, quindi i tamponi andrebbero richiesti dai medici, perché il medico controlla se si hanno dei sintomi o meno. Il tampone è diventato il regalo natalizio e di Capodanno per tutti. Invece, è uno strumento medico. Che senso ha riempire i bambini di tamponi in completa asintomaticità? Facciamo i tamponi ai bambini che hanno i sintomi e se hanno i sintomi stanno in quarantena, a casa, come si è sempre fatto per il morbillo, la varicella, per la parotite”.

Alberto Bruzzone

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