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Politica | 13 gennaio 2022, 12:32

Ospedale Cairo, Ziglioli (Pd): "L'incontro con la Regione sia reale confronto e non presa d’atto dello smantellamento dei servizi sanitari"

Il coordinatore dei Dem valbormidesi boccia in toto il modello sanitario targato Toti

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"Anche se ormai il declassamento dell'ospedale di Cairo Montenotte pare una decisione già presa da parte della giunta Toti, respingendo la mozione presentata dal consigliere regionale del Pd Roberto Arboscello, che ringraziamo per il lavoro che sta portando avanti su questa tematica in concerto con il partito locale, nella quale si chiedeva una discussione sul declassamento del nosocomio, risulta evidente la mancata volontà della giunta regionale di ascoltare le istanze del territorio". Cosi commenta in una nota Simone Ziglioli, coordinatore del Pd Valbormida. 

"Nell'incontro del 17 gennaio auspichiamo che tutti gli amministratori, indipendentemente dalle appartenenze di partito, a partire dal sindaco di Cairo e presidente del distretto socio sanitario, prendano una netta posizione di fronte alle decisioni della giunta Toti che vuole chiudere il Punto di Primo Intervento per trasformarlo in un ambulatorio per i codici bianchi, gestito dai medici di base". 

"La Val Bormida non ha bisogno di questo. Ci preme ricordare che ad ottobre 2020 tutti i sindaci del distretto hanno firmato un documento condiviso e promosso dalle sigle sindacali e dal comitato sanitario locale, nel quale veniva chiesta alla Regione e all'assessore alla Sanità Toti un modello socio-sanitario specifico e completamente diverso da quello che la stessa giunta Toti intende mettere in campo". 

"Nel documento viene chiesto un PPI attivo H24, nel breve periodo, per poi arrivare ad un pronto soccorso per la zona di area disagiata, oltre al potenziamento e all'attivazione di servizi ospedalieri e della rete socio sanitaria. Questa è la linea che anche il Pd valbormidese sostiene convintamente e alla quale tutti i soggetti firmatari del documento dovrebbero attenersi, portando avanti con azioni concrete, il modello di sanità che i cittadini e il territorio necessitano". 

"Utilizzare la pandemia come pretesto non è più accettabile, il Covid è stato il detonatore di tutte le mancanze della sanità territoriale, ma questo non vuol dire che si debba continuare a commettere nuovamente gli stessi errori e non avviare una programmazione che metta al centro le esigenze dei cittadini e dei territori - conclude - Auspichiamo che in questo incontro ci sia un reale confronto e non solo una presa d’atto dello smantellamento dei servizi sanitari valbormidese". 

Comunicato stampa

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