Mentre a Genova la coalizione di centrodestra si riuniva (senza Toti) trovando un'unità di intenti per i candidati di Genova e Chiavari (previsto un vertice tra 7 giorni su La Spezia), a Savona nella sala della Provincia gli esponenti e amministratori di Cambiamo, ma non solo, si sono riuniti per iniziare a dar vita ad un nuovo percorso sui territori.
L'inizio di una svolta moderata, centrista, alla luce dei recenti fatti che vedono il presidente della Regione Giovanni Toti più vicino ad un centro con gli abboccamenti ad Italia Viva dopo che il voto per la presidenza della Repubblica ha spaccato il centrodestra creando più di un problema a livello regionale.
All'incontro hanno preso parte oltre al coordinatore regionale di Cambiamo Angelo Vaccarezza e provinciale Mauro Demichelis, il consigliere regionale Alessandro Bozzano, il presidente della Provincia Pierangelo Olivieri e diversi sindaci e assessori del savonese, da Varazze ad Albisola Superiore, passando per i consiglieri di Savona Fabio Orsi, Pietro Santi, Angelo Schirru e Luca Aschei, l'assessore di Albissola Luigi Silvestro e alcuni sindaci della Val Bormida, su tutti il primo cittadino di Cairo Paolo Lambertini.
Però oltre agli esponenti totiani, era presente anche il sindaco di Vado Monica Giuliano (da tempo vicina al partito del presidente regionale), quello di Borgio Verezzi Renato Dacquino, il direttore dell'Unione Provinciale Albergatori Carlo Scrivano, il presidente del Silb Maurizio Fasciolo e diversi altri esponenti politici e non.
"È importante non dimenticarci chi siamo e da dove veniamo, persone che hanno costruito in questi anni un centro democratico. Se oggi noi viviamo in una Liguria che ha fatto scelte giuste e ben amministrate è grazie a Giovanni Toti - ha dichiarato Vaccarezza - Una delle cose che ha fatto in questi anni in provincia di Savona e di garantire al perimetro del centrodestra di governare con serenità. Noi non abbiamo cambiato di un centimetro le alleanze e in questa provincia abbiamo dimostrato la stessa coerenza pagando anche dei prezzi come a Loano e se sono state fatte scelte diverse è stata fatta un'alleanza con patti chiari".
"La necessità per poter vedere affermarsi le nostre politiche è di poter ampliare la forza al centro. Quello successo per le elezioni della presidenza della Repubblica è stata per alcuni la goccia che ha fatto traboccare il vaso ma è una semplice scusa a livello regionale. C'è quindi un'attenzione da parte del mondo politico su quello che sta accadendo in Liguria e questo è un progetto che deve nascere dal basso che ha un cuore, una mente e radici da cui tutti noi proveniamo".
Non sono mancate poi le stoccate a Lega e Fratelli d'Italia che avevano puntato il dito contro Toti per aver bocciato il nome della presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati come presidente della Repubblica.
"I numeri non c'erano e la Casellati è stata comunque impallinata dal suo partito, Forza Italia. Credo che un leader si deve assumere le responsabilità e non le deve scaricare sugli altri - continua Demichelis - Scaricandole a livello locale, è evidente che da problema nazionale diventa ligure, come finirà non lo so, non credo diversamente, ma forse con uno spostamento di deleghe o con una restituzione dell'assessorato alla sanità al partito che l'aveva in precedenza?".
"È importante dire che noi non abbiamo mai governato con il centrosinistra - prosegue il sindaco di Andora ricordando sia l'attuale coalizione nazionale nel quale la Lega è nel Governo con il Pd sia quando i leghisti si allearono con il M5S - Credo sia ora di fare il punto della situazione, siamo persone d'equilibrio che si prendono delle responsabilità, abbiamo sensibilità nostre che dobbiamo far valere, non dobbiamo urlare di più, bisogna fare gol, fare del bene alla comunità".
"La delega alla sanità non è un sacrificio che ho voluto autoimpormi ma un onore considerato il momento e perchè si riteneva di dare a questo settore un particolare impulso politico - dice Giovanni Toti intervenuto da remoto - non abbiamo tolto nulla ma abbiamo fatto ciò che i nostri alleati ci hanno chiesto di fare e ora ci avviamo a farla ripartire".
"Abbiamo davanti adesso una serie di sfide amministrative che approcceremo con il consueto impegno come a Cairo, a Genova e La Spezia e lavoreremo per dare continuità sul territorio dialogando con quelli che sono gli alleati di sempre - spiega il presidente regionale cercando di spegnere le polemiche interne dando però una stoccata alla Lega - Non è nostra intenzione interrompere un'esperienza amministrativa e se altri hanno qualcosa da contestare questi ottimi sei anni sono liberi di farlo. Non abbiamo pensato a scorribande in campi diversi rispetto a quelle che sono le nostre idee, ricordo che se qualcuno si è concesso delle vacanze non siamo stati noi a farlo, ci siamo ritrovati Toninelli nel periodo del crollo del ponte Morandi non per colpa di Cambiamo (chiaro riferimento al Governo gialloverde. ndr). Collegare eventi romani a situazioni regionali vuol dire sbagliare approccio, si può sempre migliorare le esperienze amministrative ma non si può far pagare alla Liguria dissidi. Vogliamo allargare più possibile le coalizioni, noi siamo sul lato sinistro del centrodestra".