Dopo tanto tempo, il grido di allarme lanciato a gran voce da cittadini e amministrazioni comunali, con riferimento alle problematiche relative all’ospedale di Albenga, sembra essere riuscito a raggiungere le istituzioni politiche regionali. A 2 giorni dall’incontro convocato dalla Commissione Sanità di Albenga, a cui dovrebbe partecipare in streaming anche il presidente della Regione e assessore alla Sanità Giovanni Toti, oggi, nella stessa mattinata, a distanza di pochi minuti uno dall’altro, due politici hanno fatto visita al Santa Maria di Misericordia: Stefano Mai, capogruppo regionale della lega, e Fabio Tosi, capogruppo regionale del Movimento 5 Stelle.
La speranza è l’ultima a morire e, anche se la battaglia dei cittadini e della Commissione Sanità di Albenga per l’ospedale Santa Maria di Misericordia ha bandito bandiere politiche e colori di parte, questa mattina i rappresentanti di alcune associazioni del territorio, unitamente al vicesindaco Alberto Passino e all’assessore Silvia Pelosi, hanno incontrato presso il nosocomio ingauno il consigliere di minoranza regionale Fabio Tosi. L’incontro, organizzato e coordinato dal gruppo SOS Salute pubblica Liguria, rete regionale di cittadini, associazioni, comitati e sindacati in difesa del Servizio Sanitario pubblico, ha visto anche la presenza di Sabrina Grassa, coordinatrice territoriale per il ponente savonese di Cittadinanzattiva onlus e del Tribunale per i diritti del malato.
Presenti i rappresentanti della Croce Bianca, Uil Pensionati, Cittadini Stanchi e la Vecchia Albenga che hanno espresso unanimamente rabbia, ma non rassegnazione, per l’istanza estremamente urgente e importante per i cittadini di tutto il comprensorio ingauno, che conta oltre 60mila abitanti in 4 vallate, che raddoppiano nel periodo estivo: l’ospedale Santa Maria di Misericordia. “Al vostro posto, non dormirei la notte per ciò che la politica ha fatto”, ha tuonato uno dei rappresentanti presenti all’incontro.
Un gravissimo problema l’assenza di un Pronto Soccorso, che mette in condizioni di rischio molte persone, tra cui gli oltre 16mila cittadini in fascia di età over 65. Si aggiunge una morfologia del territorio complessa e una viabilità che presenta non poche criticità note e oggi, l’assenza del Pronto Soccorso di Albenga costringe i cittadini alla migrazione verso l’ospedale Santa Corona di Pietra Ligure, già congestionato, con organico sottodimensionato e infinite ore di attesa da parte degli utenti. Per questo la delegazione presente ha esposto le problematiche da gestire, sottolineando l’importanza dell’ampliamento dell’ospedale di Albenga, per poter garantire definitivamente ai cittadini il necessario Pronto Soccorso.
Negli anni, il silenzio della Regione sul tema ha alimentato sospetti sulle reali sorti della struttura. Fabio Tosi, dal canto suo non ha risposte, accoglie lo sfogo, ma denuncia analogamente: “In Regione Liguria abbiamo una situazione paradossale: 46 commissioni sanità svolte, di cui 36/38 assenze del presidente e assessore alla Sanità Toti. Non abbiamo la possibilità di confrontarci con lui, ma il rispetto istituzionale dovrebbe essere fondamentale, soprattutto perché il governatore ha un ruolo “di centro”, e dovrebbe rientrare nei suoi valori. Denunciamo questo comportamento dall’inizio di questa legislatura e fino ad oggi purtroppo la situazione non è mai migliorata”. Certo, tale affermazione non è confortante, ma il consigliere regionale pentastellato prosegue spiegando: “Oggi sono qui per dare voce ai cittadini che sono pesantemente colpiti da questa situazione, soprattutto ad Albenga. Raccogliamo istanze dai cittadini e indiscrezioni da parte di qualche operatore e questo materiale sarà oggetto di attività politica, come richiedere audizioni in commissione, presentare interrogazioni in aula, ma soprattutto per tenerle a mente quando, in un paio di mesi, in ritardo di almeno un anno, dovremmo trattare il tema relativo al piano socio sanitario scaduto nel 2019. Speriamo che chi governa la Regione ascolti anche le osservazioni e i suggerimenti delle opposizioni, perché vengono dai cittadini e soprattutto, per quanto riguarda la sanità, l’ospedale è un bene di tutti, indipendentemente dalle bandiere politiche che ognuno di noi rappresenta”.
Nella giornata odierna Tosi sta svolgendo un tour negli ospedali di Pietra Ligure, Albenga e Bordighera. Sulla sua visita al nosocomio pietrese è ottimista: ”Ho visitato ciò che resta del reparto nascite e ho l’amaro in bocca. È stato chiuso a novembre del 2020 e tutti gli operatori sono stati trasferiti, destinati all’emergenza Covid. È un fiore all’occhiello, con spazi che pochi altri possono vantare, un reparto bomboniera smantellato, ma dove restano macchinari e attrezzature. Questo mi fa pensare positivo, il piano potrebbe essere quello di riaprirlo. La situazione ad oggi è completamente nebulosa e ci sono grandi disagi da risolvere”. Nebbia fitta sulle intenzioni e grossi disagi, che nel tempo hanno costretto diverse puerpere a partorire in ambulanza, nelle piazzole dell’autostrada, nell’impossibilità di raggiungere per tempo l’unico punto nascite savonese, il San Paolo a Savona.
Nella stessa mattinata, sebbene senza incontrare rappresentanze dei cittadini, anche il capogruppo regionale Stefano Mai (Lega), accompagnato dalla consigliera comunale Cristina Porro, ha visitato il Santa Maria di Misericordia e ne ha denunciato una situazione desolante: “Un ospedale che ha grandi potenzialità, ma penalizzato dalla carenza di personale, che sarà ancora più grave al termine dell’emergenza Coronavirus in quanto molti contratti scadranno”.
“La situazione più desolante è quella dell’ex Punto di primo intervento, ora diventato ambulatorio a bassa complessità assistenziale che ha una media di soli 10-15 accessi giornalieri. Non potendo trattare le urgenze – spiega Mai - ciò crea un ingolfamento nel pronto soccorso di Pietra Ligure. In ogni caso, bisogna ringraziare i medici di Medicina generale che si sono messi a disposizione per garantire un servizio, anche se pressoché inutile perché un paziente che arriva al Triage spesso viene dirottato al S. Corona”.
“Per quanto riguarda la carenza di personale, è necessario predisporre bandi per assunzioni a tempo indeterminato e contemplando anche una mobilità futura: in questo modo diventerebbero allettanti. Altrimenti rischiano di andare deserti come già successo”.
Estremamente avversa la sua idea sul raddoppio dell’ospedale, che ha messo invece d’accordo Amministrazione comunale e tutte le associazioni del territorio albenganese: “Il raddoppio dell’ospedale, come paventato da alcuni, attualmente non ha alcun senso. Per la nostra comunità sarebbe sufficiente vedere ritornare a pieno regime il nostro ospedale, incluso un Punto di Primo Intervento con la previsione di estendere l’operatività H 24”.