Solidarietà - 04 marzo 2022, 09:23

Guerra in Ucraina, Mons. Marino: "Trovare la pace è riscoprirsi tutti fratelli figli di Dio"

Il vescovo della Diocesi di Savona-Noli dalla veglia di preghiera a Finale richiama sulla necessità di ritrovare la fraternità nel quotidiano per fermare ogni conflitto

"Ritrovare la pace significa riscoprire che siamo piccoli e figli di Dio, tutti fratelli tra di noi. E mettere questo in pratica nel quotidiano".

Dalla Basilica di San Giovanni Battista di Finalmarina si leva il messaggio del vescovo della Diocesi di Savona-Noli, monsignor Marino, ai numerosi fedeli raccolti nella veglia di preghiera organizzata dalla Consulta del Volontariato finalese con l'adesione delle parrocchie finalesi, delle pubbliche assistenze, delle sezioni di Protezione Civile e delle Forze dell'Ordine del territorio, gli scout, gli Alpini e l'Amministrazione comunale finalese in sostegno del popolo ucraino. 

Un messaggio che parte dal brano evangelico del pianto di Gesù su Gerusalemme, "simbolo di ogni città del mondo ma anche di ogni cuore che ha smarrito la via della pace" per indicare a ognuno la via per fermare ogni conflitto. 

"Il primo segno che mi colpisce è la nostra presenza così numerosa qui raccogliendo non solo l'appello delle parrocchie e della Consulta del Volontariato, ma anche quello più profondo secondo cui momenti più drammatici dobbiamo pregare affinché Dio interceda la pace" ha esordito monsignor Calogero Marino davanti a una platea invitata ad "agire con la nostra vicinanza, il nostro materiale e il nostro affetto agli uomini e alle donne dell'Ucraina, ma anche chiedendo al Signore che ci aiuti a ritrovare la pace". 

"Anche noi possiamo smarrire la via della pace. Ma allora cosa vuol dire ritrovarla?" si chiede monsignor Calogero. "Pensavo anche al nome stesso di Gerusalemme, città della pace. Ritrovare la pace credo significhi ritrovare la nostra identità, quel nostro nome che nessuno conosce se non il Signore che ce lo ha dato: questo nome è di figli, riconoscere che siamo tutti figli di Dio". 

"Oggi il grande rischio è perdere l'anima, perché la guerra rischia di farla perdere, soprattutto ai vincitori - avverte il vescovo Marino - L'uomo vero è come un bimbo piccolo nelle braccia di Dio, quando però facciamo la guerra ci crediamo grandi e onnipotenti dimenticando di avere un padre e di dover dare dei figli. Ritrovare la pace significa quindi riscoprire che siamo piccoli oltre che figli di Dio".

"Dio poi non è il dio degli eserciti, dei vincenti. È il dio di noi tutti figli piccoli, come ci fa capire il Padre Nostro - aggiunge - ed essendo tutti suoi figli siamo tutti fratelli e sorelle, anche al di là delle scelte politiche. Questa è la fatica più incredibile, dobbiamo imparare la fraternità quando usciremo di qui nella quotidianità non solo a parole e anche nella diversità. Padre Nostro, fratelli tutti".

"Preghiamo per i nostri fratelli in Ucraina, perché questo conflitto finisca. Al tempo stesso preghiamo per ritrovarci quali figli amati da un Dio che ci è padre, e quindi fratelli e sorelle tra di noi" conclude il vescovo di Savona-Noli.