Attualità - 28 marzo 2022, 14:35

Savona accoglie 13 profughi di Mariupol. Padre Vitaliy Tarasenko: "Vogliono continuare a vivere" (FOTO e VIDEO)

8 minorenni, tre neomaggiorenni e due adulti in arrivo dal comune gemellato sono stati accolti dal sindaco Marco Russo e dalla sua giunta

Erano in viaggio da 4 giorni dopo aver fatto tappa in Ucraina a Ternopil' e a Leopoli passando poi per un centro d'accoglienza in Polonia.

13 profughi ucraini di cui 8 minorenni, tre neo maggiorenni e due adulti, una mamma e una nonna, due gruppi familiari, sono arrivati all'ora di pranzo in pullman a Savona da Mariupol, città purtroppo tra le più colpite dalla guerra e gemellata proprio con il capoluogo savonese.

Prima di poter riposare all'rsa La Riviera sono stati accolti dal sindaco Marco Russo e dalla giunta nella sala rossa del comune.

"Siete i benvenuti a Savona, venite da una città che è il simbolo della guerra, della tragedia della distruzione che portano nella vostra terra e nella vostra gente. Noi vi siamo vicini come a tutto il popolo ucraino e vi sosteniamo - ha detto il primo cittadino savonese - Qui da noi ci sono tanti vostri connazionali, persone splendide fortissime che ci fanno sentire vicini a voi ancora di più anche perché la vostra città è gemellata con la nostra ed è un occasione per rinnovare la vicinanza tra Savona e Mariupol".

"Il gemellaggio dovrà essere un modo per aiutarvi a ricostruire quando tutto questo sarà finito. Noi invochiamo che la guerra finisca subito e potremo così essere vicini per aiutarvi a ripartire. A Mariupol c'è un cinema Savona e qui ci sono dei giardini Mariupol. È un augurio che si possa tornare al cinema, ai giardini e ritornare a vivere la vita tranquillamente e noi ci saremo per voi" ha continuato Russo.

"Vogliamo dirvi un grazie sincero per la vostra vicinanza e ricordare il nostro proverbio che dice che quanto 'hai un male e lo condividi con un altro diminuisce' - dice nonna Natalia Mishchenko - Abbiamo già vissuto l'accoglienza in Polonia e stiamo vivendo questo momento con voi, siamo qui per salvare le nostre famiglie".

"Quando hai una grande gioia si moltiplica, voi l'avete e la passate a voi. Questa mattina abbiamo vissuto un'esperienza bellissima, c'era una persona infatti che li aiutava e i bambini potevano giocare e dimenticare per qualche minuto ciò che stanno vivendo - ha continuato Padre Vitaliy Tarasenko, cappellano delle comunità ucraine di Genova, Savona e del Tigullio - Vi ringrazio, voi riuscite a dare gioia che qualcuno non è riuscito a dare. Ripeto sempre che noi non siamo soli, il primo giorno di guerra ho vissuto la solitudine, ma da subito ho sentito la vicinanza di tutti riunendosi intorno alla pace".

Nessun uomo è arrivato a Savona, sono rimasti infatti sul territorio ucraino per combattere contro l'invasore russo.

"C'è un ragazzo di 13 anni ad esempio che è rimasto lì ad occuparsi degli anziani, è un momento delicato, qualcuno lo vede come un tradimento lasciare il paese ma in realtà salvano le persone, vogliono tornare tutti in Ucraina e guardano di continuo i telefoni sperando in buone notizie" prosegue padre Vitaliy.

I più piccoli, i giovani arrivati a Savona hanno solo un desiderio: continuare a studiare.

"Vogliono continuare a vivere, credo che a Savona o in altre città avranno queste possibilità" conclude Vitaliy Tarasenko.