Politica - 09 aprile 2022, 19:19

Manifestazione per ospedale di Cairo, presidente Toti: “Chi oggi specula sulla paura per una manciata di voti non è degno di governare una comunità”

“Non parole urlate a casaccio ma programmi. Nel piano Pnrr presentato dalla Regione al Governo, potenziamento del San Giuseppe per soddisfare 90% del fabbisogno del territorio”

 

Speculare sulle paure della gente non porta fortuna alla politica. Può far riempire una piazza, ma le bugie ripetute non diventano verità. E se le ricette chieste a gran voce da una brutta politica diventassero realtà, i cittadini che affollano quelle stesse piazze di protesta avrebbero una sanità peggiore, anzi pericolosa”. Così il presidente di Regione Liguria Giovanni Toti sul suo profilo Facebook a margine della manifestazione di protesta che si è tenuta oggi, 9 aprile, a Cairo Montenotte in favore della riapertura del Pronto Soccorso al San Giuseppe, a cui ha partecipato una delegazione di accalorati sostenitori della causa provenienti da Albenga, unitamente a una rappresentanza dell’amministrazione comunale ingauna.

L’ospedale di Cairo Montenotte rappresenta un progetto-guida del nostro sistema sanitario regionale. L’obiettivo è quello di avere una sanità territoriale più organizzata basata sui bisogni dei pazienti ma anche sul bacino di utenza e per questo il San Giuseppe non avrà un pronto soccorso. Come già detto per l’Ospedale di Albenga, dividere e frammentare i Pronto soccorso o unità particolarmente delicate porta a non offrire un servizio salva vita”.

Chi oggi grida ‘senza pronto soccorso si muore’ dovrebbe invece sapere (anzi lo sa, ma cinicamente dice il contrario) che si muore proprio per il contrario: per tanti piccoli e inadeguati pronto soccorso, senza medici sufficientemente preparati a causa del numero ristretto dei casi affrontanti, senza adeguate rianimazioni, emodinamiche, centri ictus, traumatologie. Tutte specialità mediche - prosegue Toti su Facebook- che per essere efficienti devono avere larghi bacini di utenza e un numero sufficiente di casi quotidiani. Spargere piccoli e inefficaci reparti per accontentare una politica miope o ipocrita significa far pagare ai cittadini il prezzo della demagogia di qualche amministratore locale o l’ambizione di qualche politico”.

Politico che spesso non ha neppure la voglia di studiare quali siano davvero i bisogni del suo territorio. Quanti interventi al giorno fa l’auto medica della Val Bormida? Quanti pazienti il punto di primo intervento? E quanti pazienti, passando da un punto di primo intervento, perdono minuti preziosi prima di raggiungere una sala operatoria che salverà loro la vita? Prima di insegnare, bisognerebbe studiare. O almeno informarsi – prosegue il governatore -. Le ricette per una corretta sanità non sono quelle che si gridano dai palchi. E non lo dice Giovanni Toti, ma ogni testo di legge che ha recepito i pareri degli esperti”.

La nostra analisi sul progetto del nuovo San Giuseppe si basa sui numeri e sui reali bisogni dei cittadini – specifica in una nota stampa -. Lo screening di Alisa evidenzia che la maggior parte delle richieste in Valbormida derivano dalla bassa e bassissima intensità e su questo stiamo indirizzando i nostri interventi. Con il nostro progetto stimiamo di poter rispondere al 90% delle domande cliniche del territorio”.

Nella stessa nota il presidente ha spiegato che “al San Giuseppe è prevista la realizzazione di una casa e di un ospedale di comunità con 20 posti letto e di un reparto di riabilitazione post acuti da altri 40 posti, per un totale di 60 posti. Questo consentirà il miglioramento delle cure per patologie di media e bassa intensità con equipe multidisciplinari e specialisti ambulatoriali, servizi infermieristici e diagnostici, nonché un punto di primo intervento”.

Saranno investiti 10,5 milioni di euro, di cui 8,1 destinati all’edificio ‘ex Maddalena’ per l’adeguamento anti sismico, e la creazione dell’ospedale di comunità al primo piano, del reparto di riabilitazione al secondo piano, della casa di comunità. Chi oggi parla di un depotenziamento dell’ospedale di Cairo Montenotte mente sapendo di mentire. Come abbiamo spiegato agli amministratori e ai politici del territorio, con il Pnrr quello sarà uno degli ospedali che verranno, al contrario, potenziati: casa di comunità con medici a disposizione dei cittadini, day surgery, radiologia e una nuova tac, specialisti in loco per tutte le visite, riabilitazione post operatoria e più letti di quanti non ne abbia mai avuto quel nosocomio”.

Non parole urlate a casaccio ma programmi, scritti nero su bianco, nel piano Pnrr presentato dalla Regione al Governo che diventerà realtà nei prossimi mesi”.

Sul profilo Facebook, il presidente si è lasciato andare e ha tuonato: “Chi oggi specula sulla paura per una manciata di voti non è degno di governare una comunità, certamente è incapace di costruire una sanità migliore e, se fosse ascoltato, lui sì sarebbe il responsabile della morte di cittadini mal curati”.

Questa non è la politica della gente e per la gente. Di certo non sarà mai la mia politica”, ha concluso sul famoso social.

 

Redazione