Palazzo Santa Chiara dopo l'apertura natalizia riapre i battenti con un'iniziativa che lega l'arte, i giovani e la città di Savona tramite il progetto ‘Osservatorio Contemporanea’ dell’artista Sara Leghissa a cura dell’Associazione culturale "Après La Nuit".
Gli anni di difficoltà per gli adolescenti causati dalla pandemia, come vedono il loro comune, le cose che non gli piacciono e cosa vorrebbero cambiare oltre ai social.
“E’ un progetto in cui il Comune ha creduto, perché mette al centro gli adolescenti, grazie anche alla disponibilità dei dirigenti scolastici che hanno accolto gli artisti e li hanno fatti lavorare con i ragazzi - aveva dichiarato il vicesindaco e assessore alle Politiche Educative, Elisa Di Padova - Ne è uscito uno spaccato molto interessante di come, ad esempio, i ragazzi hanno vissuto i mesi della pandemia, la DAD, di come vedono Savona, di come si concepiscono all’interno della società attraverso forme artistiche e anche quando è necessario di 'rottura'. Ringrazio tutti i soggetti che hanno preso parte a questo interessante progetto, dall’associazione culturale Après La Nuit, alla Fondazione De Mari, agli istituti scolatici e, naturalmente agli artisti che hanno fatto rivivere, in una sorta di finissage del progetto artistico, Palazzo Della Rovere”.
Ad aprile gli artisti ospiti hanno realizzato laboratori ed incontri con gli studenti del liceo Chiabrera Martini e ISS Mazzini da Vinci coinvolti nel progetto. Dal 23 maggio i muri della città sono stati invasi dai manifesti realizzati nel workshop di Sara Leghissa e Maddalena Fragnito, che danno voce ai ragazzi, con frasi emerse durante le conversazioni.
“Osservatorio Contemporanea è un laboratorio permanente che nasce dalla nostra esperienza educativa - avevano proseguito i rappresentanti di Après la Nuit - maturata nel mondo della scuola e dei musei, mette in relazione arte e formazione con attività che coinvolgono e avvicinano i ragazzi ai linguaggi della contemporaneità, attraverso il confronto diretto e la condivisione di pratiche con protagonisti della ricerca artistica, proponendo un'inedita e critica rilettura del presente e del territorio. L’intento è di offrire occasioni culturali alle nuove generazioni e presentare alla città un progetto che individua nell’arte e nel suo agire nel contemporaneo uno strumento di mappatura, analisi e azione, in grado di fornire nuove chiavi di lettura del mondo e della società. Il focus della nostra progettazione sono gli adolescenti che sono stati coinvolti, attraverso la collaborazione con gli Istituti Superiori della nostra città, in progetti di formazione e PCTO (Percorsi per le Competenze Trasversali e l'Orientamento) con una particolare attenzione ai linguaggi contemporanei, artistici, performativi, multimediali”.
Tre gli workshop realizzati, da Fake Uniforms, una pratica di affissione di manifesti nello spazio pubblico, passando per "Non mi va bene!", pensato per lavorare con gli studenti e le studentesse su una lettura critica della propria città e "Identikick_Immagine, schermo e identità" con la produzione e condivisione di immagini indotta dall'uso dei telefoni cellulari e dalla frequentazione dei social network che invita a una riflessione sul ruolo del ritratto rispetto alla costruzione dell'identità del singolo all'interno di una comunità.