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Videogallery | 07 luglio 2022, 12:09

Ponte Morandi, presidente Familiari vittime della strada: "Vergognoso non ammettere le parti civili" (Video)

Pallotta esprime sgomento per la decisione: "A Genova tira una brutta aria"

Ponte Morandi, presidente Familiari vittime della strada: "Vergognoso non ammettere le parti civili" (Video)

Alberto Pallotta, presidente dell’Associazione italiana familiari vittime della strada, davanti al Palazzo di Giustizia di Genova, ha espresso il suo disappunto per non poter prendere parte al processo sul crollo del Ponte Morandi come parte civile.

"Non fanno entrare le parti civili - spiega Pallotta - e questa è una cosa vergognosa. Vogliono fare i processi senza parte civile, tenendole lontane. Di fatto, è una giustizia amministrata come vogliono loro e sono passati quattro anni dalla strage, il processo non è ancora iniziato.

Non sono state ammesse le costituzioni delle parti civili dell’associazione, oggi ci riproviamo ma in udienza preliminare non ci hanno ammesso. Non possono rimanere solo gli imputati.

Questa non è giustizia, solo in Italia possono accadere cose del genere. Siamo qui a manifestare il nostro dissenso profondo rispetto a questo modo di amministrare la giustizia".

Ancora, Pallotta prosegue: "Noi abbiamo chiesto di costituirci parte civile e ci hanno rifiutato. Lo facciamo in tutti i processi e siamo sempre stati ammessi. Questo ha portato un grande beneficio alla giustizia e beneficio anche nei confronti delle vittime. Le associazioni servono ma loro non ci vogliono. Speriamo che questo giudice possa cambiare l’orientamento dell’udienza preliminare ma non ci contiamo. Io come costituendo parte civile sono stato mandato in aula magna, questo sarebbe quello che garantiscono al Tribunale di Genova? E’ vergognoso".

 

 

Non usa mezzi termini, poi, sull'importanza di un processo chiaro: "Una vergogna completa tutto quello che è successo, dal fatto che sono morte 43 persone per causa di qualcuno, cioè ci sono colpevoli ben precisi, che a oggi forse si vuole rallentare nel processare, vi ricordo che la strage di Viareggio è finita in prescrizione, sono passati quattro anni c’è da fare tutto il primo grado, l’appello poi la cassazione, attenzione, non è uno scherzo. Le cose andranno come andranno, ci si dimentica delle persone, si andrà avanti, le vittime vengono risarcite e di fatto la giustizia viene amministrata in questo modo. Noi questo non lo accettiamo e seguiremo il processo fino alla fine, come abbiamo fatto con la strage di Avellino, con i 17 morti di Verona, non ci togliamo dal procedimento, però devono ammetterci, qui a Genova tira una brutta aria. Evidentemente sono stati toccati poteri molto forti come Autostrade.

Dovevano revocare la concessione, dopo il crollo, per una incuria scandalosa che ha portato 43 morti e centinaia di sfollati, non ho visto e sentito niente di tutto ciò. Di fatto, la situazione è come allora. Tutte facili parole. Qui parlano e non fanno quello che devono fare, questa è la realtà".

 

"La strage del Morandi - conclude il presidente dell'associazione familiari delle vittime - è una strage di stato, proprio nell’accezione del termine una strage dove lo stato non ha fatto niente, prima regalando le concessioni di Autostrade a famiglie potenti che si possono spartire utili enormi e quando sbagliano non hanno neanche le palle per revocarli, per mandarli a casa. In uno stato normale li avrebbero messi in galera tutti, siamo in italia e continuano ad avere le concessioni. Si offrono di risarcire le vittime ma le associazioni non le ammettono a processo, finirà a tarallucci e vino, come abbiamo visto già troppe volte in passato".

 

Redazione

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