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Attualità | 10 dicembre 2022, 08:52

Albenga, l’Ambra si scalda per l’ospedale, il vescovo Borghetti: “Appoggio la battaglia, comprendo che c’è un’assurdità in atto” (FOTO e VIDEO)

Una platea formata da oltre 300 persone, tra cui alcuni esponenti del mondo politico. Assenti molti dei sindaci del comprensorio invitati

L’ambra si scalda per l’ospedale, il vescovo Borghetti: “Appoggio la battaglia, comprendo che c’è un’assurdità in atto”

Il freddo, la leggera pioggia e tutti i negozi aperti, alle porte delle festività natalizie, non hanno fermato la volontà delle oltre 300 persone che hanno presenziato al Teatro Ambra di Albenga per difendere il diritto alla Sanità. Lo hanno fatto ascoltando il professor Paolo Cremonesi, tra le massime autorità nel campo della medicina d'urgenza, direttore del Pronto Soccorso dell'Ospedale Galliera di Genova e presidente regionale della SIMEU (Società Italiana Medicina d'Urgenza), alcune voci nel campo della Sanità locale, in primis il sindaco di Albenga Riccardo Tomatis, presente anche nella sua qualità di medico di famiglia, il dottor Teresiano De Franceschi, ex primario di Medicina al Santa Maria di Misericordia, il dottor Marco Bertolotto, ex primario di Terapia del dolore al Santa Corona di Pietra Ligure, il consigliere di opposizione in comune Gerolamo Calleri, e Dino Ardoino, presidente della Croce Bianca ingauna. Un incontro organizzato dal comitato “Senzaprontosoccorsosimuore”, in collaborazione e con il patrocino del Comune di Albenga.

Una platea numerosa e compatta ad assistere, tra cui il vescovo di Albenga monsignor Borghetti in prima fila e alcuni esponenti del mondo politico e sindacale. Tranne pochissimi presenti, i sindaci del comprensorio invitati sono i grandi assenti, oltre agli esponenti della maggioranza in Regione.

L’incontro è volto ad esporre i dati del Punto di Primo Intervento ad Albenga – spiega il primo cittadino Tomatis -, in particolare sono interessanti quelli del 2019, prima che fosse chiuso. Si tratta di dati oggettivi, per fare delle riflessioni con l’assessore Gratarola e per poter fare delle scelte condivise che abbiano ricadute positive sul nostro territorio. L’obbiettivo di tutti è salvaguardare la salute dei nostri concittadini”.

Piuttosto perplesso Tomatis in merito alla notizia di qualche giorno fa secondo la quale la riapertura Punto di Primo Intervento all’ospedale di Albenga sarebbe inclusa nel piano sociosanitario in approvazione a breve. “L’ho saputo dagli organi di stampa. Nel luglio scorso al Teatro Moretti di Pietra, il presidente Toti aveva detto che il PPI non si può più riaprire e che era una battaglia fuori dal tempo e fuori dalle leggi. Nel giro di qualche mese le cose sembra siano cambiate radicalmente, ma mi sembra strano e mi fa pensare che all’interno della gestione della Sanità in Regione ci sia tanta confusione”.

È Gino Rapa, membro del comitato “Senzaprontosoccorsosimuore” a moderare l’incontro tra gli ospiti sul palco e il professor Cremonesi, presente attraverso un contributo video di approfondimento registrato.

È una serata informativa, non vuole essere né dibattito né polemica: semplicemente un confronto – chiarisce subito Rapa -. Il professor Cremonesi è presente attraverso un video registrato, perché ha un gravissimo problema di famiglia e spero nessuno voglia speculare su questa assenza. Infatti, si è messo a disposizione per venire eventualmente in un altro momento”.

Cremonesi espone dati oggettivi: 24mila 350 gli accessi al Punto di Primo Intervento nel 2019, prima che il Covid lo facesse chiudere definitivamente, su un territorio che conta oltre 61mila abitanti, numero che si moltiplica durante i mesi di alta stagione. “Il fatto grave – spiega Tomatis - è che ora, a causa della congestione al Pronto Soccorso di Pietra, alcuni pazienti rinunciano a farsi curare”. “Il DM70? – De Franceschi, lapidario, dà un suo parere con una citazione -. Dico cosa penso con una frase di Giovanni Giolitti: ‘Le leggi si applicano ai nemici e si interpretano agli amici’”.

Dal confronto emergono anche le problematiche legate alla fuga di professionalità rare e preziose, che impoverisce l’offerta sanitaria del ponente savonese, con le testimonianze di Bertolotto e De Franceschi, e le difficoltà operative di chi, come la Croce Bianca di Albenga, sempre in prima linea nella lotta per riavere il Pronto Soccorso al Santa Maria di Misericordia, si confronta quotidianamente con la complessità del trasporto dei malati “perché in alcuni casi le distanze non si misurano in chilometri, ma in tempi di percorrenza. I tempi sono troppo lunghi ed è anche per questo motivo che non si trovano volontari, lavorano, non possono dare disponibilità illimitata”, spiega Ardoino.

Basta accusarci di campanilismi, di manipolazioni politiche, o altri fini nascosti – è l’accorato appello di Ardoino -. Continuiamo la battaglia perché ogni giorno vediamo persone malate che tra Aurelia bloccata, traffico e lavori in corso devono fare almeno 1 ora di viaggio per arrivare al Santa Corona, dove restano in attesa per ore e ore. Per eseguire esami ci sono liste di attesa lunghissime, mesi, anche un anno. Non ci interessa la politica. A noi interessa solo il bene della nostra gente”.

I dati esposti da Cremonesi hanno mostrato come ad appoggiarsi alla struttura ingauna, prima PS e poi PPI, vi erano cittadini del comprensorio, ma anche da fuori regione, come il caso di Alto e Caprauna, in provincia di Cuneo, o da fuori provincia, come nel caso di paesi della Valle Arroscia, per un totale di 25 comuni.

All’assessore Gratarola vanno portati elementi chiari e oggettivi affinché possa valutare se e cosa mettere nell’ospedale di Albenga, per quanto attiene all’organizzazione dell’emergenza – spiega Cremonesi -. Darò il mio contributo all’assessore Gratarola, un tecnico preparato che stimo molto, per possa avere elementi di valutazione tecnica utili e importanti e avere idee chiare sulle decisioni da prendere per il nuovo piano sociosanitario”.

Con l’occasione, Calleri ha ricordato la raccolta fondi sempre attiva per finanziare l’acquisto di un ecocardiografo, vincolato al Comune di Albenga, ma da lasciare in uso all’ospedale ingauno, secondo la necessità manifestata dal primario di cardiologia dottor Moshiri (QUI la notizia). L’iban è sempre attivo: IBAN IT97 U 05034 49251 000000008541. "È Natale, mettetevi una mano sul cuore e l’altra nella tasca e fate una donazione per consentirci di dotare l’ospedale di questo importantissimo strumento”, l'appello del consigliere Calleri.

Chiude il vescovo, monsignor Borghetti, con poche parole pronunciate dal palco: “Sono qui per essere qui. Sto cercando di capire, al momento ho compreso molto bene che c’è un’assurdità in atto. Appoggio volentieri questa causa per la nostra gente”.

Maria Gramaglia

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