Nell'ultimo Consiglio Comunale del 27 aprile scorso, è stato portato all'ordine del giorno l'approvazione della convenzione tra il Comune di Spotorno e un soggetto privato, titolare di proprietà in zona industriale, segnatamente in via Puccini, per un cambio di destinazione parziale da artigianale a commerciale, per consentire all'Agricola di spostarsi e ampliare la propria attività.
Per questo cambio il privato dovrà reperire 97 metri quadri di parcheggi pubblici (pari a 6 stalli) in qualità di differenti oneri per la diversa destinazione dell'edificio, che verranno realizzati all'interno dell'area di sosta già presente davanti al magazzino, visto il margine di manovra spaziale tutt'altro che ampio della zona.
Sul punto intervengono, con una nota, i consiglieri del gruppo "Noi per Spotorno che vorrei", sollevando un'osservazione all'Amministrazione: "A nostro modo di vedere vi è un buco legislativo, non normato da nessun regolamento urbanistico, che limiti e metta dei paletti alle richieste di cambio di destinazione da industriale/artigianale a commerciale, per i volumi costruiti in base alla legge regionale degli anni '70, che consentivano l'insediamento artigianale, industriale, in base allo strumento urbanistico".
"Oggi a Spotorno è in vigore un regolamento urbanistico che non prevede il cambio di destinazione degli immobili da commerciali in abitativo, per evitare lo spopolamento del tessuto commerciale del nostro territorio a favore di ulteriori abitazioni - continuano i consiglieri Spiga e Pendola - Per lo stesso metro, volendo questa amministrazione tutelare il tessuto economico e commerciale del nostro territorio, avrebbe dovuto, sempre a nostro avviso, redigere un ulteriore regolamento che in caso di cambio di destinazione di manufatti da artigianali/ industriali a commerciali salvaguardi i commercianti locali: quegli stessi esercenti che, con tanto coraggio e fatica, non abbandonano il presidio commerciale del nostro comune nonostante la scellerata legge Bersani che liberalizzò le licenze commerciali".
"In questo senso, abbiamo chiesto all'Ufficio Commercio del Comune di Spotorno, nel mese di marzo, un censimento delle attività chiuse e di nuova apertura dal 2019 a oggi - aggiungono dalla minoranza - Nel caso in questione, non essendo un immobile commerciale, ma con altra destinazione urbanistica, si è dovuti passare attraverso lo strumento del cambio di destinazione".
"Invitiamo il sindaco, che in consiglio ci ha risposto che non è possibile mettere freno all'eventuale espansione di supermercati, qualora trovassero gli strumenti e le compensazioni urbanistiche, di studiare, se crede insieme al nostro gruppo di minoranza, ogni paletto in seno alla legge per scongiurare che in futuro altri fabbricati destinati ad uso artigianale e/o commerciale vengano indirizzati a tali attività estremamente concorrenziali per i piccoli commercianti" chiosano dal gruppo "Noi per Spotorno che vorrei" Spiga e Pendola.