Finalese - 06 giugno 2023, 15:44

UCI Marathon World Cup, bilancio positivo per Finale: "Una visibilità con ritorno anche in futuro"

L'assessore comunale Rescigno: "Grazie ai colleghi amministratori e ai cittadini: sulla data poca scelta, avremmo rischiato di perdere il mondiale anche negli anni a venire"

Le vie di Finalborgo, centro della UCI Marathon World Cup, durante lo scorso fine settimana

Se per la vicina Pietra Ligure ospitare il cuore di una tappa mondiale delle World Series di enduro si è trattato di una vera e propria prima volta, anche per Finale Ligure è stato tempo di inediti lo scorso fine settimana.

Tra data scelta, tipo di gara e sede dell'evento, anche la UCI Marathon World Cup del 4 giugno, all'interno del ponte feriale dovuto alla Festa della Repubblica, con base a Finalborgo, si è presentata come un inedito.

Circa mille iscritti alla prova tra professionisti e partecipanti alla gara "open", ventisette nazioni rappresentate e un indotto di presenze vicino alle 6mila persone tra pubblico, addetti ai lavori e gli entourages degli atleti. 

Questi i numeri di un evento riconosciuto e seguito a livello globale che ha visto Finale col suo nome concentrare lo sforzo dei Comuni attraversati dagli oltre 100 km di percorso dalla costa all'entroterra, da Vado e Quiliano a Mallare passando per il Finalese e il Golfo dell'Isola.

"Sono doverosi innanzitutto i ringraziamenti ai colleghi amministratori, la cui collaborazione è stata fondamentale per arrivare a questo ottimo risultato - afferma l'assessore allo Sport finalese, Massimo Rescigno -. Non so dire se ci si potesse aspettare di meglio o di peggio, sicuramente è stato un successo portare nuovamente Finale sul tetto del mondo, una soddisfazione fino ad anni fa impensabile". 

"Bisogna poi ringraziare chi da anni si dedica a questo, perché tutto sembra semplice ma non lo è - aggiunge - noi da mesi collaboriamo con le associazioni e gli organizzatori senza i quali non si sarebbe potuto fare nulla. La soddisfazione c'è, vogliamo che questo percorso continui e cercheremo di migliorarci, di dare in futuro meno disagi possibili ai cittadini ma siamo comunque consapevoli che tutta questa visibilità possa far solo che bene a tutta Finale, a un territorio scoperto ormai da tutto il mondo".

Diverse sono comunque state le obiezioni sollevate nell'organizzazione della tappa mondiale. Dai parcheggi, in un territorio già messo a dura prova dal turismo balneare in questo specifico ponte, fino alla gestione dei flussi di traffico. "Ai cittadini bisogna dire grazie, quando si organizzano determinati eventi emergono determinate problematiche - aggiunge Rescigno - Era prevedibile che la scelta di questo ponte potesse essere fonte di critiche, purtroppo non abbiamo potuto scegliere, la decisione è arrivata dall'UCI. Senza adeguarci avremmo potuto perdere la possibilità di ospitare il mondiale anche negli anni a venire. Siamo consapevoli avrà un ritorno veramente notevole con un giro di affare e di turisti in aumento di anno in anno".

L'auspicio è quindi quello di continuare anche nel futuro a esser chiamati a far parte del calendario iridato del ciclismo fuoristrada. Perché il Finalese e la Riviera di Ponente sembrano restare davvero graditi agli atleti: "A oggi, dove tutto è finito, abbiamo la conferma di atleti che vogliono fermarsi per continuare a girare nei percorsi, ben puliti e ben organizzati".