Negli ultimi anni, tantissime persone hanno dato le dimissioni dal proprio posto di lavoro. L’emergenza Covid, infatti, ha fatto nascere una riflessione generale incentrata sul livello di benessere nei contesti lavorativi, considerati spesso eccessivamente incentrati sulle performance e caratterizzati da ritmi poco sostenibili.
Dal momento che, quando l’insoddisfazione sul lavoro raggiunge livelli importanti, si può avere a che fare con una condizione fastidiosa come il burnout, è il caso di prendere in considerazione le possibili soluzioni.
Scopriamone alcune nelle prossime righe!
Analizza a fondo la situazione
Il primo e più importante step per capire da dove deriva la propria insoddisfazione sul lavoro e risolvere il problema consiste nell’analizzare a fondo il contesto, dalla cultura aziendale, agli orari, fino al modo di porsi delle figure apicali.
Si tratta di passaggi importanti da fare in quanto, di frequente, può capitare di accorgersi che il sentimento di frustrazione è legato a fattori personali, per esempio a un dialogo interno che, da sempre, è incentrato su messaggi svalutanti, acquisiti magari durante l’infanzia.
In questi frangenti, la cosa migliore da fare è rivolgersi a uno psicoterapeuta.
Acquisisci nuove competenze
Può accadere, in alcune circostanze, di provare insoddisfazione sul lavoro perché ci si rende conto di non avere sufficienti competenze per affrontare - e sì, anche apprezzare - le sfide della quotidianità professionale.
In questi frangenti, ci si può concentrare su una riqualificazione frequentando corsi professionalizzanti (sul web se ne trovano numerosi). Social media marketing, copywriting, coding, percorsi dedicati all’intelligenza artificiale.
Da non dimenticare è ovviamente l’ottimizzazione delle competenze linguistiche. L’inglese spicca indubbiamente fra le lingue da conoscere per fare carriera, a prescindere dal settore in cui si opera (se vivi nel capoluogo regionale e stai cercando un corso inglese Genova, acquistando il pacchetto annuale WSE online della scuola Wall Street English entro il 31 dicembre, potrai usufruire di tre mesi gratis di formazione, fruibile comodamente online).
Prenditi cura del tuo benessere fisico
Quando si parla di mancanza di soddisfazione sul lavoro, può capitare di avere a che fae con situazioni in cui i momenti di difficoltà durante la giornata lavorativa sono legati a uno scarso benessere fisico.
Per sostenere ritmi rilevanti, è essenziale che il corpo sia in perfetta salute. Alla luce di ciò, prima di fare scelte drastiche dal punto di vista professionale è il caso di contattare il proprio medico curante e di soffermarsi sulla qualità del proprio stile di vita, così da attuare i cambiamenti necessari dal punto di vista alimentare e di attività fisica.
Un altro aspetto a cui porre attenzione quando ci si sofferma sul rapporto tra benessere fisico e soddisfazione sul lavoro riguarda le pause. Da circa tre anni a questa parte, come ben si sa, lo smartworking è entrato di prepotenza nella vita di tantissime persone che, fino a inizio 2020, non erano abituate a lavorare da casa, senza l’ambiente e i ritmi dell’ufficio.
Questo può portare a sperimentare delle difficoltà nella gestione dei tempi e delle pause.
Di consigli per trovare una quadra da questo punto di vista ne esistono diversi. Tra questi, un posto d’onore spetta alla tecnica del pomodoro.
Approccio che deve il suo nome al timer portatile presente in tantissime cucine - questo oggetto è quasi sempre a forma di pomodoro - è stato elaborato negli anni ‘80 dallo sviluppatore Francesco Cirillo.
Cosa prevede? Il fatto di concentrarsi su una specifica task e di lavorare senza interruzioni per 25 minuti. Terminato questo intervallo di tempo, ci si concede 5 minuti di pausa, per poi ricominciare.
Ogni quattro “pomodori”, i minuti di pausa diventano 20.
Un trucco semplice ma efficace per evitare di distrarsi? Scaricare sul cellulare un’app che lo blocca per un lasso di tempo specificato dall’utilizzatore.