Fare come in Alto Adige, dove il test per tracciare il Dna del proprio cane costa dai 60 ai 100-120 euro, con alcuni proprietari di cani rifiutatisi e altri che non riuscivano tecnicamente ma anche economicamente a fare l'esame, o trovare altre soluzioni?
Sta facendo discutere la proposta del consigliere di PensieroLibero.zero Fabio Orsi di adottare il "metodo Alto Adige" per risalire ai proprietari dei cani che non raccolgono le deiezioni canine e multarli. In questo caso i padroni sono stati obbligati a fare il Dna al proprio animale, col costo di circa 60 euro presso canile pubblico del Sud Tirolo il Sill (ma nel Savonese si troverebbe anche sui 45 euro), o di 100-120 euro privatamente.
Questa "schedatura" permette poi di risalire al cane, e quindi al padrone tramite un successivo test sulle deiezioni non raccolte, facendo scattare la relativa multa. Se venisse adottato a Savona riguarderebbe i padroni di circa 9.000 cani ma è una soluzione che Palazzo Sisto considera poco pratica ed efficace, oltre che costosa per i padroni degli animali stessi che dovrebbero accollarsi la spesa del primo test per la mappatura del Dna.
"Il padrone incivile - spiega Orsi - lo colpisci recapitandogli una bella multa (con spese di esame a carico) una volta rintracciata la provenienza delle deiezioni". Il test del Dna sarebbe così a carico dei padroni e anche quelli corretti, che raccolgono i bisogni dei propri amici a quattro zampe, si troverebbero obbligati a coprire una spesa a proprio carico. Se, invece, fosse Palazzo Sisto a sostenere il costo, sarebbero dai 450.000 euro (in caso di test Dna a 45euro) a quasi un milione di euro (in caso di test a 100 euro del privato).
Per Orsi questa misura estrema andrebbe adottata dopo un incremento dei controlli di vigili in borghese, se questi non dessero risultati previsti. "Grazie all’aumento della forza lavoro di quasi venti unità dei vigili urbani - spiega Orsi - credo che aumentare il presidio 'in borghese' aiuterebbe".
"Le crociate lasciamole ai Templari - risponde l'assessore Barbara Pasquali - l’obiettivo non è quello di mettere una parte di cittadini contro l’altra. Stiamo affrontando il problema per trovare soluzioni: abbiamo chiesto a Sea-S di predisporre un progetto per dare la possibilità a tutti di avere a disposizione i sacchetti per raccogliere le deiezioni e non avere, quindi, più scuse per non raccoglierle".
Dal punto di vista delle sanzioni invece, "la Polizia Locale ha fatto e sta facendo controlli, anche in borghese, e molte sanzioni sono state comminate e bisogna continuare in tal senso" prosegue Pasquali.
"Un anno fa, inoltre - aggiunge l'assessore savonese - è stata anche siglata una convenzione tra Comune e Guardie Zoofile dell’Enpa che, in borghese, effettuano controlli sia relativamente all’abbandono indiscriminato dei rifiuti ingombranti (soprattutto nelle zone più periferiche, ma non solo) sia per il problema delle deiezioni, il tutto sempre avendo riguardo alla tutela degli animali".
"Occorre che i cittadini si responsabilizzino di più, nell’ottica del patto di collaborazione tra amministrazione e città che stiamo approntando su tutti i temi. Va fatto anche su questo" conclude.