Una politica fiscale che continua a gravare sul lavoro dipendente, una povertà crescente, sanità a singhiozzo e un lavoro sempre più precario e con un tasso di incidentalità elevato. Sono oltre 300 i delegati che si sono riuniti per discutere di lavoro, sociale e sanità, questa mattina alla Sms della Rocca, con il segretario nazionale confederale Pino Gesmundo, Segretario Generale Cgil Liguria Maurizio Calà e il segretario della Cgil Provinciale Andrea Pasa.
Nell'assemblea nazionale di fine marzo Cgil ha stabilito le date e le modalità dei vari appuntamenti sui territori, con il via libera anche alla campagna referendaria in materia di tutela contro i licenziamenti illegittimi, di superamento della precarietà e di sicurezza nel lavoro in appalto.
“Abbiamo deciso di mettere in piedi una mobilitazione nazionale – ha detto Gismundo - che affronta vari temi per provare a riportare la centralità del lavoro la qualità del lavoro nel dibattito politico nazionale. Si continua a raccontare di un paese dove tutto funziona, dove tutto va bene, dove cresce l'occupazione, in realtà noi registriamo un lavoro precario, instabile e insicuro. Ci sono troppo infortuni e troppi decessi sul lavoro che continuiamo a trovare povero. Quindi c'è necessità di ripristinare una verità intorno al mondo del lavoro e provare a costruire tutti quanti insieme, anche con l'utilizzo di referendum per abrogare una legislazione che per troppi anni ha mortificato e leso i diritti dei lavoratori in maniera eccessiva. E' necessario un cambio di paradigma, sul piano economico e sociale ,,che riporti il nostro Paese che torni anche ad essere guida a livello europeo, per provare a gestire le transizioni e costruire una dignità del lavoro che sia un vero volano di sviluppo”.
Una questione che riguarda vari diritti costituzionali dal lavoro alla salute. “La sanità è uno degli elementi sui quali i cittadini di questo paese stanno pagando un prezzo altissimo – prosegue Pino Gismundo - La sanità è un diritto costituzionale che non viene garantito ai cittadini e soprattutto non viene garantito ai cittadini più poveri. Se molto banalmente hai delle risorse puoi utilizzare l'intramoenaia o il sistema privato che ormai non è più integrativo ma sostitutivo”.
Allo stesso tempo Cgil si prepara alla mobilitazione delle prossime settimane con una sciopero a livello nazionale e basato su tre obiettivi fondamentali: zero morti sul lavoro, una giusta riforma fiscale, un nuovo modello sociale e di impresa.
“Stiamo facendo un'importantissima campagna come Cgil e come Uil proprio sulla vicenda delle morti sul lavoro – dichiara Maurizio Calà – che stanno diventando veramente una strage. Non ci sono solo le morti ma anche gli infortuni. Qualche giorno fa sono usciti i dati sulla Liguria che sono inquietanti. C'è una crescita degli infortuni sul lavoro delle morti e delle malattie professionali. Le ragioni sono tante, anche a partire dal fatto che le aziende cercano di guadagnare anche sulla vita e sulla sicurezza dei lavoratori, ma la ragione peggiore è tutta questa precarietà che ha distrutto il mercato del lavoro e mette i lavori in condizioni di lavorare non in condizioni serenità. Queste determina una situazione disastrosa dal punto di vista dei salari, delle condizioni di lavoro e della sicurezza”.
“E' straordinariamente importante si sia riusciti ancora una volta a mettere insieme tante persone del mondo del lavoro, delegati, delegate e disoccupati – afferma Andrea Pasa - per parlare del percorso di mobilitazione che la nostra organizzazione, da sola e con la Uil in parte metterà in campo nei prossimi giorni. C'è uno sciopero generale di tutto il settore privato giovedì prossimo, l'11 di aprile, 4 ore".
"A Savona, l'11 aprile ci sarà un presidio sotto la prefettura e l'incontro con il Prefetto - conclude Pasa - e una serie di manifestazioni nazionali. Una il 20 aprile insieme alla Uil per rivendicare una sanità pubblica un fisco più giusto contro la precarietà e un'altra manifestazione nazionale il 25 di maggio a Napoli con tutte le associazioni che costituiscono la via maestra contro la deregolamentazione, l'attacco alla Costituzione che il Governo sta facendo”.