Sarà durante le celebrazioni del prossimo 25 Aprile che la sezione A.N.P. I. di Noli ricorderà, a cento anni dalla nascita, il Partigiano Agostino Pastorino il comandante “Aldo” del Distaccamento Torcello e Medaglia D'Argento al Valor Militare.
“Aldo” nasce a Noli il 7 febbraio 1924 . E' il secondo di quattro fratelli: il maggiore, Mario, nome di battaglia “Fiore” sarà Ufficiale alle Operazioni del Distaccamento Maccari; la sorella Rosa, anche lei attivista nella Resistenza, ha ricevuta nel 2015 la Medaglia della Liberazione dal Presidente della Repubblica, e la più piccola Alfreda, ancora bambina.
La sua è una famiglia semplice, come tante altre, dove il rispetto verso gli altri e la dignità personale sono valori fondamentali. “Aldo” è un giovane intraprendente, anticonformista per i tempi, con una grande curiosità di imparare e capire. La sua coscienza politica, gli ideali di solidarietà, libertà, opposizione al regime fascista che lo porteranno ad aderire alla Resistenza si rafforzano nello stabilimento Piaggio di Finale Ligure, dove inizia a lavorare a 16 anni.
Nell'estate del 1943 viene chiamato alla leva e si arruola presso il Comando della Marina Militare di Ancona da dove, dopo l'8 settembre, sbandato come tanti militari italiani, riesce comunque a fare ritorno a Noli.
Consapevole della situazione che si è venuta a creare in Italia, decide di non sottostare agli ordini del regime fascista, di riunire i militari del Regio Esercito sotto il comando della Repubblica di Salò, e si unisce alle prime formazioni partigiane. Raggiunge le Rocche Bianche dove, nei boschi tra Vezzi Portio e Quiliano, opera il gruppo di Gin Bevilacqua, il comandante Leone. In poco tempo, grazie alla sua intraprendenza, diventa, a soli 20 anni , comandante del Distaccamento Torcello.
Con i suoi uomini partecipa a molte azioni di guerra partigiana che gli porteranno il riconoscimento della Medaglia D' Argento al Valor Militare. Riconoscimento che gli viene attribuito nel 1965 dall'allora Ministro della Difesa, Onorevole Giulio Andreotti, purtroppo postumo perché “Aldo” muore nel 1953 a soli 29 anni, lasciando non solo i genitori Pietro ed Emilia e i fratelli , ma anche la giovane moglie Franca e il piccolo Rolando di soli 4 anni.
“Aldo non era un eroe – commentano dalla sezione A.N.P.I di Noli -, così come non lo erano i giovani nolesi che scelsero di aderire alla Resistenza, le donne, le staffette e tutti coloro che in paese e nelle campagne di Voze e Tosse aiutarono i Partigiani, nascondendoli, dividendo con loro il poco cibo o un indumento caldo.
Erano donne e uomini orgogliosamente liberi, con profondi valori di giustizia, libertà, uguaglianza.
Non rimasero a guardare come tanti aspettando tempi migliori, difesero quei valori compiendo l'unica scelta possibile in quel momento, quella di stare dalla parte giusta. Donne e uomini che ci hanno restituito la dignità di popolo e un ' Italia più giusta, libera, democratica e antifascista. Quelle donne e quegli uomini hanno fatto la loro parte. Facciamola anche noi”, concludono.