Attualità - 05 febbraio 2025, 17:00

Vado Ligure, richiesta di danni milionaria da EcoSavona: il Comune pronto a resistere

L'azienda ha presentato al Tar dei motivi aggiunti contestando un provvedimento dirigenziale. La giunta però ritiene il ricorso inammissibile, irricevibile e infondato

Il Comune di Vado Ligure ha deciso di costituirsi in giudizio per contrastare i motivi aggiunti al ricorso di Ecosavona davanti al TAR della Liguria.

La società contesta un provvedimento dirigenziale del settembre del 2023 di rimozione delle opere non autorizzate nell’ampliamento della discarica di Boscaccio e chiede un risarcimento di 2,27 milioni di euro.

La Giunta però ritiene il ricorso inammissibile, irricevibile e infondato, ed ha autorizzato il Sindaco a difendere il Comune.

"Il Comune di Vado Ligure ha ordinato, sotto comminatoria delle sanzioni di legge: 1) di rimuovere, entro novanta giorni dalla data di notifica del presente provvedimento, senza pregiudizio delle sanzioni penali, gli interventi eseguiti in assenza di permesso di costruire e di autorizzazione paesaggistica aventi ad oggetto la realizzazione sui mappali 177, 178 e 200 del foglio 40: - di due tratti di strada sterrata i quali ricadono all’esterno del perimetro autorizzato di ampliamento della discarica e non coincidono con il tracciato della nuova viabilità autorizzata con il PAUR […]; - viene spiegato nel provvedimento dirigenziale contestato - dei correlati movimenti di terra non autorizzati […]; - della correlata e contestuale riduzione e taglio di superficie boscata […]; 2) di provvedere altresì al ripristino dello stato dei luoghi”, il tutto a parte del cantiere funzionale alla realizzazione della viabilità per l’ampliamento (fase 1) della discarica di RSU e rifiuti speciali non pericolosi come da Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale".

Successivamente a novembre del 2023 dopo il ricorso al Tar di EcoSavona, il commissario straordinario Maurizio Gatto aveva deciso di resistere in giudizio ed era stato affidato l'incarico ad un legale.

Il 22 gennaio poi l'azienda aveva presentato al Tar i motivi aggiunti chiedendo di accertare la responsabilità del Comune e di condannarlo al risarcimento del danno nella misura complessiva di 2.274.769 euro.